Abbiamo ascoltato in anteprima alcuni brani di “Rosa dei venti”, il nuovo progetto di Gaia che stasera a mezzanotte uscirà su tutte le piattaforme e permetterà al pubblico di conoscere una nuova veste dell’artista, più pop, più intima e più adulta.
Il lavoro è stato un processo lungo e catartico, ma anche improvvisato, senza troppe pretese: è stato quando i brani prodotti iniziavano a comunicare tra di loro che ha avuto la conferma che potessero completarsi all’interno di un’unica tracklist, ma la divertiva non avere uno scopo premeditato.

Il titolo del disco è stato scelto con spontaneità, come un segno del destino: Gaia ha raccontato di aver cominciato a notare ovunque delle rose dei venti, sul braccio del cameriere che la serviva, per terra su un mosaico a Cefalù, addirittura su una lettera che aveva ricevuto dai suoi amici americani, conosciuti durante il suo anno all’estero, da qui è poi nata anche la title-track omonima.
Questo album è una lettera d’amore per l’Italia, l’italiano spesso era percepito da Gaia come distante dal suo approccio alla scrittura, mentre ora voleva ricordarsi di questa sua metà identitaria, “l’italiano è una bellissima coccola”.
Inoltre, l’artista è reduce da un periodo particolarmente proficuo nell’industria discografica nazionale: la scorsa estate ha dominato tutte le classifiche con il singolo “Sesso e Samba” insieme a Tony Effe ed è stata un’esperienza che le ha permesso di acquisire maggiore confidenza sul suo lato pop, accettando tutte le sue sfaccettature. Questa linea è stata perseguita anche con “CHIAMO IO CHIAMI TU”, il singolo che ha portato in gara a Sanremo e che sta ottenendo un notevole successo, complice anche il video iconico del suo coreografo che sta diventando virale in tutto il mondo.

La tracklist presenta anche delle collaborazioni interessanti con artisti che Gaia ha definito “parte della sua playlist giornaliera”: “Addicted” feat. Gue, “Ti Fidavi” feat. Capo Plaza, “RJ” feat. Lorenzza e, soprattutto, “Vento” feat. Toquinho: la collaborazione con il chitarrista è stata fondamentale per Gaia, insieme hanno duettato sul palco dell’Ariston nella serata delle cover e lui l’ha spronata a divertirsi sul palco e a godersela, offrendole tantissima generosità d’animo e stima nei suoi confronti.
Inoltre, la produzione del singolo “Vento” presenta molta mano autoriale, poiché è stata curata da Michelangelo e Franco126 nello studio di Michelangelo, e da Alessandro La Cava che ha aggiunto il suo guizzo un po’ più giovanile; era stato registrato circa due anni fa, in un periodo in cui Gaia era alla ricerca di un nuovo flusso per la sua musica, ma non voleva che questo brano fosse riconducibile ad un momento storico e personale specifico, quindi l’ha conservato ed ora è più che onorata che sia diventato anche di Toquinho.

I contributi più speciali, però, aprono e chiudono l’ascolto: il primo brano, “Beijo (Intro)” è una lettera di sua nonna, intrecciata alle voci delle sue sorelle Giorgia e Frida e di suo padre; alla fine, dopo Vento, la tracklist si conclude con la voce di sua mamma che le augura di volare e le ricorda che, anche se ogni tanto sono distanti fisicamente, quello che conta è esserlo nel cuore e nello spirito: Gaia voleva terminare il proprio disco con la voce di chi le ha donato la possibilità di essere qui, ed è una dedica d’amore profondissima.


“Rosa dei venti” è un progetto che le ha fatto prendere consapevolezza di se stessa, la insegna ad essere più gentile nei suoi confronti, ma non vuole considerarlo come un punto di arrivo, poiché è una trasformazione ancora in atto, impregnata delle sue fragilità che si evincono nel testo di “Cicatrice”, un brano con un carico emotivo intenso che Gaia ha cantato con le lacrime agli occhi, ma che ha la sua necessità di esistere, come tutto questo album che siamo sicuri che ci permetterà di conoscere un lato ancora più intimo della nostra popstar.