È trascorso un anno dall’uscita di The Crux, il terzo album di Djo che negli ultimi mesi, dopo il successo della stagione finale di Stranger Things, con la sua “End of beginning” ha scalato le classifiche, superando per la prima volta la regina madre Taylor Swift. Il sorpasso è accaduto però con lo strascico della serie tv, per i fan che nella musica di Djo speravano di ritrovare il suo personaggio Steve Harrington, tra i più amati del celebre prodotto Netflix.


L’alter ego di Joe Keery e il successo di End Of Beginning come Djo
Ciò che colpisce, però, è che negli anni tra una stagione e l’altra Joe Keery si è creato il suo percorso artistico, il suo alter ego che gli ha permesso di costruirsi una nuova strada, molto più indie di quella di Hawkins. Così nel 2019 l’artista ha indossato la parrucca da rockstar come Hannah Montana, dando alla luce il suo primo album “Twenty Twenty” sotto lo pseudonimo di “Djo”.
Quando nel 2024 TikTok era invasa dai trend con “End of beginning”, nessuno si chiedeva chi fosse il cantante, l’attenzione era piuttosto rivolta alla realizzazione del contenuto perfetto, che manifestasse la nostalgia di quando si torna nella propria “Chicago”. Una prova, tra l’altro, dell’ascolto disimpegnato e disinteressato che il mezzo dei social ha causato alla musica. La sorpresa di scoprire che a cantare quella hit fosse Steve Harrington è stata notevole, e sicuramente ora ha influito sulla notorietà della sua musica.

Gli altri attori-cantanti
Joe Keery non è il primo attore di fama internazionale ad essersi creato il suo spazio anche nell’industria musicale, un esempio molto simile al suo fu quello di Dylan Minette che nel 2017 spopolò su Netflix con la serie 13 Reasons Why e contemporaneamente con la sua band Wallows raggiunse la seconda posizione della Viral 50 di Spotify con il singolo “Pleaser”, per poi raggiungere il culmine nel 2019 con “Are You Bored Yet?” feat. Clairo. E nello stesso cast di Stranger Things anche Finn Wolfhard per anni ha preferito dedicarsi alla sua carriera musicale, prima nella band Calpurnia (2018-2019), poi nel duo The Aubreys e infine come artista solista, pubblicando lo scorso 6 giugno il suo album di debutto “Happy Birthday”. A differenza di Djo, però, si è sempre saputo che Finn Wolfhard fosse un musicista, e il successo soprattutto dei Calpurnia era dipeso molto dalla fama dell’attore.



Invece Joe Keery non ha influenzato il percorso di Djo, permettendo all’artista un percorso completo, incluso di gavetta. Il suo ultimo album “The Crux” è un prodotto originale e ancora molto da scoprire, i dati Spotify mostrano uno scarto più che notevole tra i più di 2 miliardi di streams di “End of beginning” e i 70 milioni di “Basic Being Basic”, la più nota del recente disco.
Il rovescio della medaglia del caso di Djo è sintomatico della carriera musicale: non importa che tu sia un attore famoso al mondo intero, la scalata sarà sempre faticosa, nonostante tu sia amato per un personaggio che interpreti. E questo può far paura, ma è anche molto affascinante.