Anna Castiglia è ormai una delle cantautrici più versatili e rivoluzionarie del panorama e, dopo due anni dal suo album d’esordio MI PIACE, La paura in tasca è il suo secondogenito, uscito venerdì 25 settembre. 

Sasso, carta o forbici? Paura o successo, quale strada perseguire? Attraverso un gioco di ombre cinesi, Anna Castiglia  per questo nuovo album ha scelto la strada più tortuosa, quella della paura, per trasformare l’inquietudine in uno slancio inedito, di vita e di emozioni.  Coma da bambini, quando ci porgevano i due pugni e dovevamo trovare il tesoro, la cantautrice pesca la paura e, come un piccolo bottino, se la mette in tasca, si addentra nel bosco come Cappuccetto Rosso facendo attenzione a non dar retta al lupo cattivo. 

Dentro la tracklist

La successione dei brani della tracklist manifesta sfumature e influenze differenti, una commistione che è tipica della penna matura e poliedrica di Anna e che già si percepiva nel suo primo progetto. Non mancano ironia e riferimenti spiccati: la sesta traccia è intitolata Ho finito i pezzi latin che è una sorta di autocitazione, il primo disco era pieno di pezzi latin mentre in questo non ce n’era ancora uno. Il gioco si impreziosisce dalla collaborazione dei Selton e di Ramiro Levy (che firma anche la produzione dell’album) che scherzano sulle passioni della cantautrice catanese rivolte alla bossa nova e alle sonorità brasiliane. Si è svuotato il serbatoio dell’appropriazione culturale, troverò un altro territorio da occupare, da brava occidentale sono le barre che concludono il brano, prima di lasciare voce al cameo dei Selton che aggiungono provocazioni ironiche: Si sente che hai il Brasile dentro, l’hai vissuto, l’hai interiorizzato bene, è tuo, ti arriva il passaporto! 

Tra i feat. di Anna Castiglia quello con Valerio Lundini

La particolarità di Anna Castiglia è proprio quella di sapersi sempre reinventare, non cadendo nella banalità, nemmeno nei featuring. A tal proposito, Alito Sonoro si conclude con un brillante skit di Valerio Lundini, tratto da un racconto della cantautrice su L’uomo meno famoso d’Italia dove si immagina un futuro utopico in cui tutti sono celebrità, tranne, appunto, l’uomo meno famoso d’Italia, una nullità. La canzone è una delle più vecchie, ripescate dal suo repertorio addirittura del 2018 e lo si nota proprio perché è un brano pieno di immagini e parole, citando anche il capolavoro di Mina: Anche questa canzone che denuncia le parole è piena di parole che non fanno neanche rima, quindi stai zitto ascoltami che lo diceva pure Mina: Parole soltanto Parole. La presenza di Valerio Lundini si accosta all’elemento teatrale preminente nella biografia  di Anna, il cui padre è un noto comico cabarettista e speaker, la madre un’ex attrice dello stabile e la sorella gemella Nina una performer circense, e lei stessa si è diplomata in canto, danza e recitazione alla Gipsy Musical Academy di Torino. 

La voce delle donne

Scema è un’ironica presa di posizione contro le imposizioni che spesso gli uomini dettano alle donne su come dovrebbero vestirsi, comportarsi, prestarsi alla società, frammenti patriarcali ancora fortemente intrinsechi nella nostra società e che calzano a pennello con le recenti affermazioni di Tajani e Vannacci che giustamente hanno acceso forti polemiche e disapprovazioni. Le voci dei cori sono quelle di Francamente, Rossana de Pace e Irene Buselli, tre membri del collettivo Canta fino a dieci co-fondato da Anna Castiglia nel 2021 per promuovere la parità di genere nella musica. 

I video promozionali del disco sono parte integrante del progetto di Anna: la predica della nonna diventa così un’ode a tutti i timori che il mondo della discografia si porta dietro, droghe, sagre, Tale e Quale Show, un’accettazione a ciò che l’esposizione mediatica mette in conto e un mantenimento di integralità, elementi di collisione e di forza de La paura in tasca.

La paura in tasca di Anna Castiglia è il bagaglio di questo nuovo viaggio