Milano, Fabrique, 21 ottobre 2026, Willie Peyote ANATOMIA DI UNO SCHIANTO, sold out. 

In una Milano che in questi giorni fa molto parlare di sé, è arrivato a riempire il Fabrique Willie Peyote, che sta portando in giro per i club il suo ultimo album ANATOMIA DI UNO SCHIANTO. Il cantautore torinese ha sempre usato la sua musica come mezzo di propaganda, raccontare cronache del Paese e pezzi di vita, da Porta Palazzo al Festival di Sanremo: il suo ultimo disco divide in modo ancora più netto il suo lato intimo da quello battagliero (come ha sostenuto sul palco, “ho fatto un pezzo su Luigi Mangione quindi la mia posizione è abbastanza chiara”, un brano incentrato sulla guerra di classe prendendo una figura simbolo del turbo capitalismo).

La narrazione dell’intero live è stata costruita come un disco itinerante tra le varie città italiane, da Torino fino alla Calabria, regione di Dario Brunori che ha scaldato il club cantando con Willie Mi arrendo, il loro ultimo brano insieme. 

Degna di nota l’apertura del live del toscano PUGNI che ha poi accompagnato Willie Peyote per tutto il live come sua spalla vocale insieme ai suoi musicisti, una band che non è apparsa di sfondo ma che con la chimica tra ogni membro ha arricchito lo spettacolo, scherzando con il cantante con una spiccata ironia irriverente. 

Tornando a casa dal live la sensazione era quella di aver preso parte a un momento di condivisione priva di costruzioni, in un momento in cui stare insieme diventa sempre più fondamentale. Di certo speriamo di vedere Willie tornare presto a calcare nuovi palchi, veicolando nuovi messaggi e nuove sensazioni, come solo lui sa fare.

Willie Peyote a Milano, voce e manifesto della musica politica