Con l’obiettivo di rendere l’esperienza dei visitatori ancora più coinvolgente, accessibile e personalizzata, la Triennale di Milano ha annunciato, per questa primavera 2025, l’apertura di nuovi spazi espositivi pensati per il tempo libero e per coinvolgere gli spettatori in modo diverso e differenziato. Tra di essi, da oggi 13 maggio 2025, sarà aperta al pubblico Voce, un luogo che accoglierà il suono e dove gli spettatori saranno invitati all’ascolto e all’interazione con le architetture sonore proposte.

Carlo Antonelli, consulente scientifico di questa nuova iniziativa parla di Voce come un’apertura “alla progettualità immateriale “concreta”; un luogo dove verrà accolto “il design e l’architettura sonora come costitutivi dello studio e dell’attività di ricerca di Triennale stessa, fatto tutt’altro che banale”
Nella prospettiva di dar “voce” a tutte le sfumature di un mondo in continua evoluzione, infatti, il nuovo spazio non solo renderà accessibili gli archivi di un universo intangibile come quello della musica, ma connetterà i corpi dei presenti, permettendo loro di fluttuare all’interno di un ambiente acustico “materiale” progettato ad hoc dal designer Giorgio Di Salvo per Anonima Luci – collettivo composto da Alberto Saggia e Stefania Kalogeropoulos – da anni creatore di scenografie luminose per Club To Club, uno dei festival di musica pop d’avanguardia più importanti al mondo.

Incarnando pienamente la ricerca di unire i corpi alla musica, Voce permetterà agli spettatori di immergersi in un non-luogo creato attraverso sperimentazioni musicali che prenderanno vita all’interno dell’ex Old Fashioned, storico club milanese chiuso nel 2024.
Sulla facciata, in prossimità dell’ingresso si leggerà proprio “Triennale Voce” opera luminosa che Marcello Maloberti ha dedicato al nuovo spazio e che anticipa in toto il concept dell’intera stanza.
Un’installazione dinamica di 350 metri di LED accompagnerà, in modo modulare, gli 8 chilometri di cavi che percorrono tutta la sala. Le sedute verdi, ideate da Philippe Malouin e ispirate alle onde sonore, si muoveranno nello spazio in maniera fluida, assecondando il moto delle curve acustiche e permettendo a chiunque di sentirsi travolto dai suoni.


Le opere “esposte” potranno essere esperite da tutti e comprenderanno brani di vario genere, composizioni, cori, assoli strumentali fino ad arrivare ai podcast e agli eventi, con una programmazione musicale che svilupperà lungo tutto il corso dell’anno. Ritrovando così un legame con il mondo museale contemporaneo, Voce ospiterà collezioni fruibili esclusivamente in loco, proprio come accade con i dipinti.

Ma Voce non sarà solo un luogo dove ascoltare la musica. Voce è una sala dove potersi fermare, dove la percezione del tempo si dilata e permette di assaporare ogni linea sonora generata dal muro acustico presente al suo interno.