Dall’11 al 14 settembre, Vienna si è trasformata in capitale internazionale dell’arte contemporanea grazie a Vienna Contemporary, la principale fiera d’arte austriaca. Oltre agli eventi off, tra mostre, sezioni curate e attività educative, l’evento offre uno sguardo privilegiato sulle nuove tendenze artistiche, coniugando la scena locale a prospettive globali.
Tra le sezioni più attese, quella dedicata alle gallerie emergenti – sempre capace di rivelare talenti nascosti e pratiche sperimentali. L’edizione di quest’anno si è distinta per la qualità degli allestimenti e per un’affluenza straordinaria.
Ecco tre gallerie che vale la pena iniziare a seguire.
1. SOPHIA VONIER (SALISBURGO)
Sophia Vonier è una gallerista di Salisburgo che si distingue per la promozione di artisti emergenti e mid-career, con particolare attenzione alle donne e alle nuove generazioni di collezionisti. Per Vienna Contemporary ha concepito uno stand interamente dedicato al tema del rosso, invitando gli artisti della galleria a sviluppare un progetto collettivo. Tra i più interessanti, l’opera di Elisa Alberti – la sua prima realizzazione in questa tonalità – insieme ai lavori di Bertram Hasenauer, alle architetture surreali di Dominik Louda e alle sculture plastiche di Julia Haugeneder, capaci di intrecciare riflessioni sociali e provocazioni formali.
All installation views are courtesy Galerie Sophia Vonier





2. KIM? CONTEMPORARY ART CENTRE (RIGA)
Con sede a Riga, Kim? è un centro da anni impegnato a instaurare uno scambio tra artisti lettoni e il contesto internazionale, promuovendo un dialogo aperto con artisti a vari livelli di carriera. In occasione della fiera, hanno esposto il lavoro di due artiste lettoni: Anna Egle e Krista Vindberga. Per la prima volta, Vindberga ha presentato al pubblico la sua nuova serie di disegni a carboncino dal titolo: This Is Not A Love Story, una riflessione sulla fragilità e la vulnerabilità della bellezza, legate al gesto di donare rose a una persona amata.
Anna Egle, invece, ha trasformato elementi botanici in sculture vive: forme delicate che riconquistano lo spazio con una presenza silenziosa ma potente.





3. STATION CONTEMPORARY ART GALLERY (BRATISLAVA)
La galleria di Bratislava si è imposta con una scelta tematica forte, indagando il rapporto tra cacciatore e leader, esplorato attraverso le opere di Emőke Vargová e Pavol Truben. Un modo per approfondire attraverso l’arte le dinamiche di potere del mondo contemporaneo.


Entrambi gli artisti hanno declinato questo tema con la propria voce: Vargová sfidando le convenzioni sociali con installazioni, fotografie e opere site-specific che intrecciano ironia e critica politica e Pavol Truben attribuendo nuovi significati a simboli della storia antica. Nella scultura-installazione Utopia (Romulus and Remus 2.0), egli ha rielaborato il mito della Lupa Capitolina sostituendo i gemelli con conigli, creando un cortocircuito tra archeologia, anacronismo e immaginario contemporaneo.