Siamo al termine del secondo giorno del progetto performativo di Venerus all’interno di SpazioSERRA, la galleria vetrata incastonata nella stazione ferroviaria di Milano Lancetti, luogo di passaggio per eccellenza.
Un’opera site-specific, radicale e silenziosa iniziata il 29 Settembre e destinata a concludersi Giovedì 02 Ottobre.

Per quattro giorni consecutivi, l’artista ha scelto di vivere in completo isolamento, circondato da vetro e cemento, sotto lo sguardo costante dei passanti. L’intera performance viene trasmessa in diretta streaming, 24 ore su 24, ed è accessibile al pubblico durante tutto l’orario di apertura della stazione: dalle 6:00 a mezzanotte.
Il suo è un gesto semplice e al contempo estremo: fermarsi.
In un tempo che corre, in una città che non sa aspettare, Venerus ha deciso di rallentare, di abitare il tempo e lo spazio in un modo nuovo.

All’interno di SpazioSERRA, arredato solo con l’essenziale — acqua, cibo in scatola, pittura bianca e un pennello — l’artista sta dando vita a un rituale sotto gli occhi di tutti: scrive, cancella, ricomincia.
Venerus fattosi custode della galleria, ora dopo ora riempie le pareti trasparenti con frasi tratte da suoi brani inediti e, una volta terminata la scrittura, provvede a cancellarle per poi, ricominciare da capo. Un gesto ripetuto, ciclico, come un mantra.
Il progetto, definito dallo stesso artista come il frutto di una “confusione”, nasce da un senso di smarrimento, dalla paura nel riflettere sulla direzione in cui si sta muovendo l’umanità e sulla velocità con cui la città ci costringe a vivere, un ritmo nel quale è facile perdersi.

Così Venerus sta trasformando un non-luogo in uno spazio carico di senso, dove scrittura e cancellazione si fanno gesto esistenziale. Una pratica meditativa che interroga il pubblico sul valore dell’effimero, sul significato dell’agire, sul ruolo dell’arte in un’epoca in cui la profondità cede spesso il passo alla superficie.
In questi giorni chiunque può passare per trovarlo, salutarlo o guardarlo in silenzio trascorrendo con lui del tempo. Un tempo che per una volta non ha chiesto nulla in cambio.
Anche online, attraverso lo streaming continuo, centinaia di persone stanno assistendo alla sua performance in diretta. Un atto che non cerca clamore, ma ascolto.
Mentre l’opera è ancora in corso, resta una domanda: la fiammella di speranza che Venerus ha portato con sé in questo spazio troverà nuova linfa? Il suo desiderio di contatto con l’io, con gli altri, sarà esaudito?
Lo scopriremo, forse, alla fine di questo viaggio. Per ora lo accompagniamo, passo dopo passo, da una scritta all’altra. In una stazione dove tutto corre, Venerus ha scelto di restare fermo e ci sta dimostrando come rallentare, a volte, sia l’unico modo per tornare a sentire.