Settore della fiera dedicato alle opere di larga scala, Unlimited è la sezione di Art Basel dal carattere unico: la sua impostazione invita alla presentazione di opere che mirano ad oltrepassare i tradizionali confini dell’opera d’arte presentata in fiera, nelle dimensioni e nella concezione. Curato nell’edizione 2025 da Giovanni Carmine, ha ospitato lavori che puntavano, nelle parole del curatore, non ad essere venduti o postati, ma vissuti nella loro realtà effimera: l’arte non è in questo settore solo presentata, ma sperimentata e sentita nel profondo.

Mira Schor – Courtesy Art Basel

Introdotto nel 2000, Unlimited nasce per dare spazio a opere performative, troppo grandi o complesse, che meritano una cornice più ampia di quella convenzionale. Il settore si è trasformato nel tempo in uno dei cantieri più vivi e pulsanti della fiera, a metà tra museo e mercato. Carmine ha preso le redini di Unlimited ad Art Basel nel 2021, orientandosi verso esperienze immersive e potenti, anche se non sempre vendibili; a proposito del settore, afferma che “è proprio questa simultaneità — di poesia e politica, di storia e presente, di speranza e critica — a definire Unlimited. Qui non si insegna, ma si vive. Non è qualcosa di chiuso, ma di aperto. Non è la dimensione delle opere a rendere Unlimited speciale, ma la capacità di stimolare la possibilità di ampliare il nostro pensiero.”

Ecco alcune delle opere più significative dell’edizione di quest’anno.

Danse Macabre, opera di Nicola Turner (presentata da Annely Juda Fine Art, galleria londinese) evoca un corpo in movimento o in decomposizione, nella forma di una scultura dalle dimensioni colossali: l’opera, inquietante e disturbante, contiene nel titolo un riferimento ad un lavoro del quindicesimo secolo che decorava i muri di Basilea (giudicato troppo scandaloso e rimosso nel 1805), che si proponeva di rappresentare la morte come unica a non fare alcuna distinzione sociale. 

Danse Macabre – Nicola Turner – Courtesy Art Basel

In The Haunted Museum Nadira Husain unisce umorismo e riflessione storica, nel suo immaginare la regina Nefertiti come una donna contemporanea, immigrata a Berlino. È dagli anni Venti del Novecento, infatti, che il suo busto è conservato al Neues Museum di Berlino, ma cosa succederebbe se arrivasse in Germania oggi? La risposta di Nadira, in tre larghi pannelli dipinti, invita in stile unico alla riflessione e alla discussione. 

Nadira Husain, The Haunted Museum, Exit Procession Street, 2024

METRO-Net World Connection è una ricostruzione surreale dell’ingresso di una fermata della metropolitana, bloccata, parte di una fittizia rete globale. Martin Kippenberger riflette in questa opera sulle utopie moderniste e sulla contemporaneità che viviamo, rivelando le promesse mancate del progresso urbano. 

METRO-Net World Connection – Martin Kippenberger
The Voyage: A March to Utopia – Atelier Van Lieshout – Courtesy Art Basel

Cupa allegoria alla società contemporanea è anche The Voyage: A March to Utopia, presentata da Atelier Van Lieshout. In una serie di oltre 160 sculture si immagina una parata distopica che getta una luce disturbante sull’umanità, le sue strutture sociali e i suoi sogni di grandezza. 

Oltre i confini dell’arte: viaggio attraverso Unlimited di Art Basel