È da poco uscito il primo album di Elasi, ELASIR, un viaggio nei mondi immaginari che nascono dai suoi sogni, dove la musica è l’elisir che permette di raggiungerli. Paesaggi onirici dove la tristezza svanisce per abbandonarsi all’ascolto e alla danza.
Nel suo primo album, ELASIR, Elasi intreccia il suo nome d’arte con il concetto di elisir in un viaggio sonoro che – come ci scrive – vuole essere un antidoto magico per “alleviare la tristezza ed evadere in mondi nuovi”. Incantati da questa promessa, abbiamo voluto indagare il suo processo di ideazione e produzione.

Il pattern musicale di Elasir
Come descriveresti il suono di questo tuo primo album e quali sono state le principali influenze musicali (vista la tua continua ricerca) che ti hanno guidato nella sua composizione?
“Gli ingredienti di questo disco sono elettronica, house e UK garage mescolate con musica tradizionale dal mondo, chitarre classiche e dream pop. Ci ho messo davvero tanti anni, tanti scarti e tanto studio per capire come “sintetizzarmi” in un unico lavoro. Quotidianamente, anche per via del mio mestiere di DJ, ricerco, esploro e mi appassiono a tantissimi generi, suoni e ritmi. Ecco perchè sono sempre stimolata a provare, scrivere e studiare musica nuova legata ai miei ascolti. Questi ultimi passano follemente dall’elettronica all’ambient, dalle orchestre ai canti tribali, dal funk alla bossanova…“
ELASIR è quindi elettronica, house, UK garage e influenze musicali provenienti da tutto il mondo. Non mancano chitarre classiche, sonorità dream pop e un tocco di musica tribale, che si intrecciano con ritmi contemporanei per creare un paesaggio sonoro complesso ma coeso.


I mondi immaginari in Elasir
Un altro aspetto che emerge fortemente in ELASIR è l’immaginario fantastico che permea l’intero progetto. Elasi ha sempre unito la sua musica con altre forme artistiche come l’arte visiva, la performance e il fashion design, per creare una dimensione che rispecchi i mondi prodotti dai suoi sogni.
“Tra le immagini che più mi ispirano ci sono quelle del Codex Seraphinianus, i personaggi della Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton o le illustrazioni di antiche favole orientali”.
Questi mondi immaginari non sono solo quindi un elemento estetico, ma una vera e propria chiave interpretativa della sua musica; le tracce stesse sono descritte dall’artista come l’evocazione di questi paesaggi lontani, dove la realtà si mescola al sogno, dando vita a scenari straordinari:
“ICEBERG è girotondo in un castello errante di Miyazaki, AMÆMI è un viaggio fastforward a Shibuya, ETC è un club sospeso tra le nuvole, LORELLA è una diva che danza nel suo kimono-farfalla, MARINA è una sirena su un tappeto volante, ABISSI EVEREST è la mia montagna preferita, TAIKO è un’ipnosi di tamburi giapponesi e poesie persiane, MUSICA ESPECIAL è un’astronave piena di synnth e TIGRE BIANCA una spiaggia sotto una superluna”.


La dimensione del club e il valore della connessione umana
Se il club di ETC è etereo, perché sulle nuvole, i club che il tour di Elasi toccherà sono più concreti e reali che mai, in un momento in cui la “club culture” sembra attraversare una crisi.
Elasi ha scelto infatti di portare la sua musica in un club-tour, riconoscendo l’importanza di questi spazi come luoghi di incontro e di unione. I club sono, per l’artista, luoghi dove è ancora possibile esercitare la danza e l’ascolto collettivo, “due delle rare cose che ancora possono unire gli esseri umani dal vivo; sono come dei rituali per le tribù”.
E questa forza tribale Elasi cerca di farla rivivere durante i suoi live, attingendo a canti tradizionali e dialetti, rivisitati in chiave contemporanea, in grado di accendere il legame viscerale delle persone con il loro patrimonio immateriale e creare un’aggregazione che altrimenti non esisterebbe.
Collaborazioni e creazione collettiva
L’album è stato il frutto della collaborazione con diversi produttori e artisti, qual è stata l’esperienza di lavorare con loro e quanto la condivisione della scrittura e della produzione dei pezzi ha arricchito il tuo album?
“Per chi fa elettronica, la collaborazione con altri produttori è come la creazione di una band. La musica fatta con altri artisti, mi aiuta ad uscire dalle comfort zone e a esplorare quello che mi sembrava inesplorabile. È importante per me anche scrivere da sola per riuscire a studiare e a studiarmi meglio, ma lavorare con Rocco Rampino, Plastica, Fresco, Peppe Petrelli e Sebra Cruz è stato davvero magico e divertente”.



Un nuovo inizio
ELASIR, segna anche l’inizo di un live show che unirà musica dal vivo, performance e danza. Lo spettacolo promette di essere un’esperienza sensoriale totale, con l’artista che si destreggerà tra sintetizzatori, chitarre e consolle, accompagnata da ballerini e visuals colorati.
L’uscita di un album così vitale all’inizio del 2025 sembra un messaggio di buoni propositi per l’anno nuovo; pensando al futuro quindi, dove pensi che ti porterà questo nuovo capitolo musicale?
“L’unica cosa che so, è che sto preparando un nuovo live con cui vorrei far ballare tantissimo chi verrà ad ascoltarci. Suonerò da sola vari strumenti (sintetizzatori, chitarra, consolle, effetti) e insieme ai ballerini mi destreggerò in nuove coreografie, tra luci e visuals colorati. Amo viaggiare con la musica e quindi il buon proposito è quello di portare questo show in tanti posti nuovi, non solo in Italia”.