Oggi è il compleanno di Tyler, The Creator, al secolo Tyler Gregory Okonma, nato il 6 marzo 1991 a Los Angeles. Difficile categorizzare Tyler, The Creator: è rapper, è cantautore, è produttore discografico, è stilista, è designer. Definito “game changer”, riconosciuto “visionario” e premiato come “innovatore”, possiamo certamente dire che non ci stupisce affatto che questo eclettico ed estroso artista sia del segno dei pesci (wink, wink).


Cresciuto con la madre ad LA, tra i quartieri di Ladera Heights e Hawthorne, non ha mai conosciuto il padre. Il rapporto tra Tyler e la madre, Bonita Smith, è stato e tuttora rimane fondamentale nel percorso artistico e creativo del rapper. Come raccontato da Tyler in svariate interviste, l’ambiente domestico è sempre stato per lui uno spazio di amore incondizionato e accettazione, in cui è stato naturale esplorare la propria creatività ed espandersi artisticamente sin dall’infanzia. L’artista attribuisce il suo signature “I don’t give a fuckness” come un grande dono regalatogli dalla mamma: una caratteristica fondamentale per la creazione e il successo. La figura materna ha svolto inoltre un ruolo rilevante nel dare forma alla narrativa dell’ultimo album di Tyler, Chromakopia, in cui compare in otto delle quattordici tracce, attraverso le quali l’artista cerca di chiudere un cerchio, ricordando e rielaborando gli insegnamenti che la madre gli ha trasferito quando era bambino.

La formazione musicale di Tyler, The Creator ha dell’incredibile. Appassionato e ascoltatore di musica da sempre, sin dall’età di sei-sette anni, creava copertine per i suoi album immaginari, con tanto di scaletta e durata dei brani, prima ancora di saper suonare. In quel periodo, Eminem ha rappresentato la principale influenza musicale di Tyler (“quando sei un bambino, la voce di Eminem ti sembra quella di un cartone animato”, dichiara Tyler), che ha imparato a rappare proprio grazie a lui. A partire dai 12 anni, ha iniziato a produrre beat Reason e Fruity Loops e, dopo tanta insistenza e una esorbitante quantità di CD regalati, Bonita Smith gli comprò una tastiera e lui imparò a suonare da autodidatta, cercando di riprodurre ad orecchio le canzoni che gli piacevano, come “She’s Alive” di André 3000, o pezzi di Missy Elliot, Busta Rhymes e Hype Williams, che influenzeranno poi in maniera determinante le sonorità esplorate dal Tyler adulto.

La carriera musicale di Tyler è poi iniziata per davvero su MySpace (allora i social a qualcosa sono serviti?), dove socializzava con altri artisti e pubblicava le sue prime canzoni. Nel 2007, ispirato dall’ascolto di In My Mind di Pharrell, Tyler decide di fondare un collettivo hip hop alternativo, Odd Future Wolf Gang Kill Them All (OFWGKTA). Oltre a Tyler, the Creator, il collettivo coinvolge diversi membri, tra cui Hodgy Beats, Syd tha Kid e Frank Ocean che avranno successo anche attraverso i propri progetti individuali. Concerti, moshing, crowd surfing, mixtape controversi, una linea di abbigliamento, sketch comici: fino allo scioglimento nel 2016, il collettivo è stato un punto di riferimento per la scena hip-hop, venendo talvolta paragonato all’influente gruppo hip-hop Wu-Tang Clan. Odd Future ha rappresentato un progetto di rottura rispetto al passato. Incarnando lo spirito indipendente e autodidatta della nuova generazione musicale, gli artisti del collettivo hanno prodotto musica, video e contenuti visivi in modo autonomo, pubblicando i loro mixtape gratuitamente online. Questa filosofia DIY, condita da audacia comunicativa e da un’estetica molto grezza, era una risposta all’industria musicale tradizionale che, in quel periodo, era ancora fortemente legata alle etichette discografiche e ai canali mainstream.

Dal 2009, Tyler inizia in parallelo il proprio percorso solista, pubblicando il mixtape Bastard (2009) e il primo album in studio Goblin (2011), che, a causa dei contenuti talvolta violenti, misogini e omofobi, gli è costato il divieto (pluriennale) di esibirsi in paesi come il Regno Unito e la Nuova Zelanda. Nel 2013 Tyler pubblica Wolf, album che vanta collaborazioni di rilievo, tra cui artisti importanti per il suo sviluppo creativo come Erykah Badu e Pharrell Williams. Il successo procede con Cherry Bomb (2015), album sperimentale con elementi jazz, con featuring di Kanye West, Lil Wayne e Schoolboy Q. La prima nomination ai Grammy come miglior album rap avviene nel 2017 con Flower Boy, l’album che segna un cambiamento verso temi meno oscuri e controversi, più personali. Traccia iconica dell’album è See you again, romantica e sofisticata, caratterizzata da una collaborazione con Kali Uchis; il brano è diventato virale su piattaforme come TikTok, ampliando ulteriormente il suo pubblico. Il Grammy arriverà per Tyler con IGOR, nel 2020, e alla cerimonia Tyler si esprimerà contro la razzializzazione dei generi musicali rap e urban, che definisce “solo un modo politicamente corretto per dire la parola con la “N””, chiedendosi perché gli artisti di colore non possano essere semplicemente pop.
Ad IGOR collabora, tra gli altri, Solange, molto vicina a Tyler sia come artista che come persona. Earfquake è sicuramente il singolo di maggior successo dell’album, raggiungendo la posizione numero 13 della Billboard Hot 100. Tyler ha rivelato che aveva inizialmente offerto la canzone a Justin Bieber e Rihanna, ma che entrambi hanno rifiutato. Con Call Me If You Get Lost (2021) Tyler, The creator vince il secondo Grammy, riscuotendo grande successo, grazie ad un album più introspettivo dei precedenti. WUSYANAME è un brano dell’album che è stato acclamato per la sua atmosfera anni ’90 e per la collaborazione con Ty Dolla $ign e YoungBoy Never Broke Again. Ha un sound più morbido rispetto ad altri brani dell’album (come LUMBERJACK), mostrando la versatilità di Tyler. La crescita artistica del rapper è evidente nell’ultimo album, Chromakopia, nel 2024, in cui affronta temi complessi come la fama, la paranoia, le relazioni non convenzionali e l’importanza della salute mentale. In particolare, la traccia Like Him vede la partecipazione della madre di Tyler, Bonita Smith, sottolineando l’importanza della figura materna nella sua vita e carriera. Musicalmente, questo ultimo album oscilla tra sperimentazione e accessibilità, con riferimenti al passato artistico di Tyler che evidenziano una continua evoluzione del suo stile. La traccia Sticky richiama le sonorità degli Odd Future, arricchita da collaborazioni con artisti come Sexyy Red, Lil Wayne e GloRilla.


Lo stile degli album di Tyler, the Creator si è evoluto nel corso della sua carriera, passando da sonorità più grezze e controverse a un approccio più eclettico e sofisticato. Se Bastard e Goblin sono influenzati dall’horrorcore, da Wolf in poi, Tyler è inizia a spostarsi verso l’alternative hip hop, inserendo progressivamente elementi jazz e sperimentali, allineati anche ad una evoluzione del suo stile personale e dalla sua estetica.
Come produttore usa spesso strumenti veri, combinati a sintetizzatori e beat digitali. Ama giocare con le strutture delle canzoni, passando da sezioni melodiche a cambi di ritmo improvvisi, creando atmosfere quasi cinematografiche. In generale, lo stile degli album di Tyler è caratterizzato da una forte componente visuale e performativa. Tyler cura personalmente la direzione artistica dei suoi progetti, mantenendo un controllo totale e quasi maniacale, creando copertine, video musicali e performance live che riflettono i temi e le atmosfere dei suoi album. La sua attenzione ai dettagli e la sua capacità di creare mondi coerenti e coinvolgenti hanno contribuito a renderlo una figura influente non solo nella musica, ma anche nella moda e nella cultura pop.
La moda è a tutti gli effetti uno spazio in cui Tyler si muove con successo, parallelamente all’esplorazionemusicale. Nel 2011, Tyler crea il marchio di moda Golf Wang (anagramma di Wolf Gang), ispirato alla scena skater, all’hip hop e alla cultura delle sneaker, e noto per i suoi design audaci e colorati. Il successo del brand porta l’artista a collaborare con marchi come Vans, Converse, SUICOKE, Lacoste e Supreme. Nel tempo, l’estetica di Tyler si è evoluta in chiave più sofisticata, reinterpretando in chiave giocosa outfit vintage e combinando capi molto eterogenei fra loro. Nel 2024 Tyler ha collaborato con Pharrell Williams, direttore creativo di Louis Vuitton, per creare una capsule collection.
Il successo prolungato di Tyler, The Creator è supportato dall’eclettismo del personaggio, dall’energia dei suoi live e dalla muscolarità del suo approccio. Secondo Tyler, è importante che sia lui stesso il primo a dare valore alla propria opera, al fine di ripristinare una conversazione sulla musica e sull’arte: “troppo spesso oggi, quando un artista pubblica, la musica è l’ultima cosa di cui si parla. E se l’artista non dà valore alla propria musica, non sarà certo il pubblico a farlo.” dichiara in un’intervista a Maverick Carter. L’autenticità è un altro pilastro fondamentale per Tyler, il cui successo è dato non solo dai numeri, ma anche dalla capacità del contenuto di risuonare con le persone ad un livello profondo. Questo gli permette di non sentirsi vincolato ad un unico genere musicale o ambito artistico e la pratica creativa diventa per lui parte dello stile di vita.
Di energia come quelle di Tyler, The Creator, oggi, abbiamo decisamente bisogno. Nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno, gli (e ci) auguriamo di continuare a esplorare nuovi territori creativi in cui portarci attraverso la sua arte.