Dal 10 al 19 settembre Parigi è tornata a essere uno dei principali punti di incontro per il design contemporaneo con la nuova edizione della Paris Design Week, organizzato in collaborazione con l’evento Maison&Objet. Dieci giorni durante i quali la città è diventata un vero e proprio spazio espositivo diffuso, coinvolgendo gallerie, musei, concept store, atelier e alcuni dei luoghi più riconoscibili della capitale. Il tema scelto per questa edizione, “Pulse in Motion”, ha introdotto una riflessione sul movimento inteso non soltanto come caratteristica fisica, ma come impulso capace di mettere in relazione persone, luoghi e discipline.

L’oggetto non è più necessariamente presentato all’interno di uno spazio neutro, ma entra in relazione con l’architettura, con il patrimonio storico e con il pubblico. È stato proprio questo uno degli aspetti più interessanti della Paris Design Week 2026: il design diventa parte della città e, allo stesso tempo, contribuisce a modificarne temporaneamente la percezione.
“Pulse in Motion” può essere letto come un invito a considerare il design come qualcosa di dinamico. Non soltanto un prodotto finito, ma un processo capace di generare relazioni e di creare nuove modalità di interazione con lo spazio.
Questa impostazione è emersa soprattutto nel percorso Design sur cours, che ha portato installazioni e progetti contemporanei all’interno di alcuni luoghi storici di Parigi. Il Grand Palais, il Musée Bourdelle e l’Hôtel de Sully sono diventati così scenari nei quali il design ha potuto dialogare direttamente con l’architettura e con le opere già presenti.
Le Grand Bouquet al Gran Palais
Al Grand Palais, per esempio, il collettivo Uchronia ha presentato Le Grand Bouquet, una grande installazione floreale all’interno della Rotonde du Palais d’Antin. L’opera ha ripreso alcuni elementi decorativi dell’edificio, dai motivi floreali delle mosaiche alle forme vegetali delle decorazioni architettoniche, trasformandoli in una nuova struttura tridimensionale.
Il progetto mostra come un’installazione possa essere pensata a partire dall’architettura stessa. Il luogo è diventato parte del progetto e ha offerto una serie di riferimenti che sono stati reinterpretati attraverso materiali, proporzioni e colori contemporanei.


Il rapporto design-artigianato e l’installazione Contrepoint
Un altro aspetto ricorrente della manifestazione è il rapporto tra design e artigianato. La ricerca contemporanea sembra infatti tornare sempre più spesso alla materia e alla conoscenza dei processi produttivi, utilizzandoli non come semplice decorazione ma come strumenti progettuali.
Al Musée Bourdelle, il designer francese Anthony Guerrée ha presentato Contrepoint, un’installazione costruita attraverso un dialogo diretto con il linguaggio scultoreo di Antoine Bourdelle. Legno, vetro, tessuti e terra sono stati utilizzati per realizzare mobili e oggetti che hanno ripreso liberamente linee, curve e forme delle opere dello scultore.
In questo caso il rapporto con il passato non è stato interpretato tramite il ruolo degli artigiani e la lavorazione del materiale.


Le sculture all’Hôtel de Sully
Un approccio che è tornato anche all’Hôtel de Sully, dove il guest of honour di questa edizione, Joseph Walsh, ha presentato le proprie sculture in legno di frassino negli spazi della corte, dei giardini e dell’orangerie. Le forme organiche delle sue opere hanno instaurato un contrasto evidente con la geometria dell’architettura storica, creando un confronto tra due linguaggi apparentemente lontani.
Questi progetti hanno dimostrato come la Paris Design Week non sia soltanto una manifestazione dedicata alla presentazione di nuovi prodotti. La sua particolarità sta anche nella capacità di utilizzare la città come parte integrante dell’esperienza progettuale.



Paris Design Week 2026: un nuovo modo di costruire un’esperienza
Il design si sposta quindi dalla galleria allo spazio pubblico, dal museo al negozio, dall’oggetto all’installazione. Cambia anche il ruolo del visitatore, che non è più soltanto chiamato a osservare un prodotto, ma a muoversi all’interno di un ambiente e a costruire una propria esperienza.
Il movimento non ha riguardato soltanto le forme o gli oggetti, ma il modo stesso in cui il design è stato prodotto, presentato e percepito. La Paris Design Week 2026 ha mostrato una disciplina sempre meno legata a un singolo linguaggio e sempre più interessata alla relazione tra materia, spazio, architettura e persone.