Ogni estate il nostro corpo cambia, grazie all’esposizione solare: la pelle si scurisce, compaiono nuove lentiggini sul viso, rimangono i segni delle spalline del costume, dell’orologio o di una collana che non abbiamo voluto togliere. È una trasformazione così abituale da passare quasi inosservata, eppure racconta qualcosa di molto preciso: dove siamo stati, quanto tempo abbiamo passato al sole, come abbiamo vissuto quei mesi.
L’abbronzatura, in fondo, è una memoria destinata a svanire.
È da questa idea che parte Illustrated People, il progetto realizzato dall’artista francese Thomas Mailaender nel 2015, che ancora oggi a distanza di dieci anni, continua a sorprendere per la sua capacità di trasformare un fenomeno quotidiano in un’opera d’arte.


La pelle come pellicola fotografica nel progetto di Thomas Mailaender
Per realizzare la serie, Mailaender ha utilizzato ventitré negativi fotografici provenienti dall’Archive of Modern Conflict, una delle più importanti collezioni private dedicate alla fotografia storica. I negativi sono stati appoggiati direttamente sulla pelle dei modelli e successivamente esposti alla luce di una potente lampada UV.
Le parti del corpo coperte dai negativi rimangono chiare, mentre tutto il resto si abbronza, facendo comparire sulla pelle immagini dettagliate come se fossero state stampate direttamente sul corpo. Volti, paesaggi, oggetti e scene di vita quotidiana emergono così come tatuaggi temporanei, destinati però a scomparire nel giro di pochi giorni, seguendo il naturale ricambio della pelle. Infatti non c’è inchiostro, né incisione, ma solo luce.

Una fotografia destinata a sparire
Siamo abituati a pensare alla fotografia come a uno strumento per conservare un ricordo. Scattiamo immagini per fermare un momento, proteggerlo dal tempo e renderlo potenzialmente eterno.
Mailaender, invece, ribalta completamente questo meccanismo: le sue fotografie nascono già con una data di scadenza. Non sono fatte per durare, ma per accompagnare il lento processo con cui il corpo cambia, si rigenera e cancella ogni traccia del sole.
È un gesto che rende il tempo parte integrante dell’opera. L’immagine non viene semplicemente osservata, ma vissuta, trasformandosi giorno dopo giorno fino a scomparire del tutto.



L’estate come archivio del corpo
C’è, poi, un dettaglio che rende Illustrated People particolarmente interessante da osservare proprio durante i mesi estivi. Ogni estate infatti il nostro corpo registra inconsapevolmente una serie di segni temporanei. Le linee lasciate dal costume, le differenze di colore tra una mano e l’altra, la pelle più chiara sotto un anello o un paio di occhiali raccontano le nostre abitudini meglio di qualsiasi fotografia.
Mailaender prende questo fenomeno naturale e lo porta all’estremo, trasformando l’abbronzatura in un vero linguaggio visivo.
In questo modo la pelle smette di essere soltanto una superficie e diventa un supporto capace di custodire immagini, ricordi e frammenti di tempo, anche se solo per poche settimane.



A dieci anni dalla sua realizzazione, Illustrated People continua a circolare online ogni estate. Non tanto per l’effetto spettacolare delle immagini, quanto perché affronta un tema che oggi appare ancora più attuale: il rapporto tra corpo, memoria e fotografia.
Viviamo infatti circondati da immagini digitali che possono essere archiviate all’infinito in pochi secondi; con Mailaender il supporto diventa invece il più fragile possibile: la pelle, che non può essere conservata, restaurata o salvata in una cartella del computer.
Ricordandoci che non tutte le immagini sono fatte per restare, Mailaender trasforma l’abbronzatura estiva in un valore aggiunto proprio perché fugace.
Foto di Thomas Mailaender