Daniel Blumberg è l’ultimo arrivato nel mondo della musica per cinema, ma questo non gli ha impedito di conquistare tutti. Con la colonna sonora di The Brutalist, film vincitore di tre statuette nella 97esima serata degli Oscar, il musicista, cantante e polistrumentista britannico ha portato a casa il premio per la Miglior Colonna Sonora, battendo un’alta concorrenza: Kris Bowers per Il robot selvaggio, John Powell e Stephen Schwartz per Wicked, Volker Bertelmann per Conclave, Camille e Clément Ducol per Emilia Pérez.

La colonna sonora di The Brutalist è stata la scelta migliore per il bene della musica nel cinema. Blumberg ha saputo creare un perfetto equilibrio tra sperimentazione e tradizione, riuscendo a conquistare sia chi ama melodie accessibili e di ampio respiro, sia chi cerca innovazione.

Ha lavorato su questa colonna sonora per ben sette anni – e si sente – riuscendo a tradurre in musica le architetture progettate dal protagonista László Tóth, architetto ebreo emigrato dall’Ungheria negli Stati Uniti nel 1947 dopo la prigionia nei campi di concentramento.

La sua storia è segnata da pregiudizi e scelte cruciali, fino alla realizzazione della sua opera più ambiziosa: un centro culturale multifunzionale, simbolo della sua visione artistica e personale. Così come Tóth traduce le sue idee in cemento e acciaio, anche Blumberg ha costruito un’opera sonora monumentale tra strati di jazz e musica concreta.

L’ equilibrio tra tradizione e innovazione è fondamentale per l’evoluzione della musica da film, e questa vittoria dimostra come il Music Branch è attento alle varie estetiche musicali.

Il processo di selezione delle colonne sonore non è semplice: prevede, infatti, due fasi di selezione musicale seguendo un regolamento preciso. Una colonna sonora deve essere innanzitutto originale, quindi composta appositamente per il film, e viene votata tenendo conto di criteri sia tecnici che artistici.

Nella prima fase, i membri del Music Branch votano per selezionare una shortlist di quindici colonne sonore. In questa fase è molto visibile una grande diversificazione di gusti nei generi musicali delle colonne sonore scelte. Successivamente, i membri esprimono solo cinque preferenze tra le precedenti che sono state selezionate, il che frammenta ancora di più i voti e i gusti se le colonne sonore da esaminare non hanno un’estetica simile. Ad esempio, la colonna sonora del film Challengers, scritta da Trent Reznor e Atticus Ross, potrebbe non aver ottenuto abbastanza voti per entrare tra i finalisti perché gli score sperimentali si sono divisi le preferenze, lasciando spazio a lavori percepiti come più equilibrati tra sperimentazione e orchestrazione, come The Brutalist.

Le scelte del Music Branch degli Oscar si confermano essere una certezza, e i vincitori degli ultimi anni lo dimostrano: basti pensare alle colonne sonore di Oppenheimer o Niente di nuovo sul fronte occidentale, premiate per la loro potenza evocativa e l’impatto sulla narrazione. Se in altre categorie, come Miglior Performance o altri riconoscimenti, le scelte possono essere talvolta discusse e criticate per via della soggettività del giudizio, il premio per la Miglior Colonna Sonora si basa su criteri più oggettivi, legati alla qualità compositiva e all’efficacia nell’accompagnare il film. Per questo, The Brutalist aveva tutte le carte in regola per vincere quest’anno.

“The Brutalist” vince l’Oscar per la miglior colonna sonora 2025