Quarto album in studio, Teatro apre il sipario sui sentimenti, la malinconia ed un tocco di sensualità di Marianne Mirage. Artista a tutto tondo, è una delle cantautrici del panorama musicale femminile italiano che potremmo definire un vero e proprio fiore all’occhiello.
Composto da nove tracce, ognuna è come se rappresentasse un atto della mise en place: “Chiudi gli occhi”, “Cielo”, “Due Anime” e, a chiudere, “La Canzone del Vampiro” sono un’ode all’amor proprio, all’amore tra anime e al sesso. Il tutto patinato da una palette giallo seppia che ricorda le polaroid anni ’60 i cui colori sbiaditi nel tempo fanno da sfondo a ricordi ancora presenti.

Una tragedia comica l’ha definita la stessa Marianne. Piangere e poi ridere e poi piangere ancora come quando si ha tanto dolore da espellere ma, allo stesso tempo, ci si fa forza ridendoci su prendendo consapevolezza delle sfide di ogni giorno. Ogni atto sviluppa un flusso narrativo fatto di azioni e conseguenze che portano, poi, all’evoluzione del personaggio.
Uno svisceramento dell’animo umano, dalla mente al cuore, per esplorare attraverso la forza evocativa degli arrangiamenti e delle parole, la forza e la vulnerabilità, il potere emotivo e la malinconia dell’io narrante e dell’ascoltatore. La figura femminile, forte e complessa, la ricerca di stabilità in una fede più grande, le pene d’amore e la rivalsa attraverso la speranza, sono i capitoli disegnati dalla sua penna che rendono questo album un marchio di fabbrica per la nostra industria musicale.



Viva, intima e immediata, la musica è la chiave d’oro per addentrarsi nel mondo interiore di Marianne seguendo la sua voce, sensuale e pervasiva, come una leggera brezza estiva.