Evento simbolo di fusione tra arte, moda e pop culture, il Metropolitan Museum of Art Costume Institute Gala è oggi data centrale del calendario della moda globale, e il suo red carpet sicuramente il più scenografico e ambito. Quando è nato, però, il Met Gala aveva un aspetto molto diverso da quello che ha oggi: ripercorriamone la scintillante storia.

Il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art ospita il primo evento di beneficenza nel 1948, quando il genio di Eleanor Lambert (anche conosciuta come “the godmother of american fashion”) riunisce i membri dell’alta società newyorkese per una cena al Waldorf Astoria. Eleanor intendeva così attirare l’attenzione e raccogliere fondi per supportare l’Istituto del Costume, da poco entrato a far parte del Met, ma che era rimasto relegato ad un ruolo di retroscena nell’immagine e nella missione del museo.

Tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, dunque, la moda fa il suo ingresso ufficiale al Metropolitan, con interessanti mostre dedicate al fashion, alcune piuttosto chiacchierate e controverse: l’inaugurazione dell’annuale mostra primaverile si trasforma allora in un evento esclusivo, ma ancora lontano dalla grandiosa serata a cui siamo abituati.

A cambiare le cose per il Met Gala come lo conosciamo oggi è l’intervento di Diana Vreeland, che negli anni Settanta apre le porte del gala al glamour hollywoodiano: tra designers, celebrità e artisti, gli invitati trasformano l’evento in un fenomeno culturale unico nel suo genere, i temi delle esposizioni si fanno sempre più definiti e l’alta moda trova qui un suo personale palcoscenico. 

Il 1995 è un altro anno di svolta nella storia del Met Gala: a prendere le redini è Anna Wintour, editor-in-chief di Vogue, e la serata diventa l’iconico spettacolo che tutti i primi lunedì di maggio anima la Grande Mela.

 La lista degli invitati si fa sempre più esclusiva, i temi e il dress code sempre più incredibili: l’evento rimane a scopo di beneficenza, e ottiene ogni anno risultati sorprendenti. Il tema della mostra ospitata al Costume Institute si lega strettamente a quello della serata inaugurale, curata nel minimo dettaglio, e il red carpet è oggi uno scintillante incontro di arte, moda e cultura pop, occasione per le star e gli invitati di dare il meglio di sé, mostrando la propria interpretazione del tema in look audaci, stravaganti e semplicemente extra. 

Anna Wintour, Clarissa Bronfman, and Annette de la Renta, at the Metropolitan Museum of Art’s Costume Institue Gala, 1995

Ricordiamo alcuni dei temi e dei look più iconici. Nel 2004 Amber Valletta interpreta il tema Dangerous Liaisons: Fashion and Furniture in the 18th Century con un indimenticabile look ispirato a Maria Antonietta; nel 2016 il tema era Manus x eMachina: Fashion in an Age of Technology, e tra tecnologia e design futuristici ricordiamo l’apparizione di Claire Danes in un abito firmato Zac Posen che si illuminava al buio.

Impossibile poi non citare l’edizione 2019, Camp: Notes on Fashion: per l’occasione Lady Gaga ha stupito con un vero e proprio strip tease sul red carpet, che ha rivelato quattro abiti disegnati da Brandon Maxwell.

Il tema dell’edizione 2025 era Superfine: Tailoring Black Style, e il titolo del dress code Tailored for You: l’evento ha celebrato la ricca storia del black dandyism, forma unica di espressione di sé stessi e della propria identità, e si concentra sull’abbigliamento maschile. L’esposizione all’Istituto del Costume sarà aperta fino al 26 ottobre, e si compone di circa 250 incredibili pezzi. Accanto ad Anna Wintour, co-chair dell’evento erano Lewis Hamilton, Pharrell Williams, A$AP Rocky e Colman Domingo.

Impossibile citare tutti i look che hanno stupito; ricordiamo solo Lewis Hamilton in Wales Bonner, in un abito ricco di simbolismo, Zendaya in custom Louis Vuitton, Gigi Hadid in un dorato Miu Miu, omaggio a Josephine Baker e alla designer Zelda Wynn Valdes, e il look di Teyana Taylor disegnato da Ruth E. Carter. 

Storia del Met Gala dal 1948 a oggi