SANO – nome d’arte di Riccardo Capone – il 3 luglio ha pubblicato il suo nuovissimo EP dal titolo Quando voi forse, allora noi già: sette brani che, nel tempo di cuocere un risotto, rompono il velo di Maia e ci portano all’essenza delle cose. 

Riccardo Capone, cantautore e produttore napoletano classe 2000, dopo i primi passi all’interno del collettivo indipendente Thru Collected, nato a Napoli durante la pandemia, ha costruito un percorso personale in cui l’ indie italiano incontra sonorità post-emo, hyperpop, folk ed elettronica. Nel corso degli anni ha affiancato all’attività da solista quella di autore per altri artisti, collaborando, tra gli altri, con gli Psicologi e firmando brani insieme a Rainer Monaco. Dopo l’album d’esordio Opopomoz, pubblicato nel 2025, torna con Quando voi forse, allora noi già, disco tanto atteso dopo il piccolo assaggio iniziale di Fascistissime, brano scritto a quattro mani con Tutti Fenomeni uscito prima del disco. 

Un ascolto lento e profondo tra i generi

Elettronica, indie pop, urban e cantautorato contemporaneo: in “Quando voi forse, allora noi già “ Sano elabora e amalgama questi generi musicali con grande abilità sotto un mood leggero e da spiaggia. Non bisogna stupirsi, perché nella composizione e produzione della maggior parte dell’EP figurano, accanto a Sano, Rainer Monaco, Drast, Golden Years, Axel Legit, Giovanni Truppi, Tripolare, Lucky LA Polo, Giordana Marengo, oltre alla presenza di Ibis, Bekkeria e del già menzionato Tutti Fenomeni. 

Ad un primo ascolto, Quando voi forse, allora noi già sembra muoversi su coordinate leggere e luminose. Ci si lascia trasportare dal ritmo, dall’energia dei brani e dalla naturalezza con cui scorrono uno dopo l’altro. Poi, però, ci si accorge che sotto quella superficie si nasconde molto di più: i testi delle canzoni, alcune immagini ricorrenti, i riferimenti ai luoghi e alle persone suggeriscono che forse questo EP richiede un ascolto diverso, più lento, più profondo.

Il significato del titolo del nuovo album di Sano

Già il titolo sembra sottrarsi a un’interpretazione univoca. Quando voi forse, allora noi già non offre un significato immediato né pretende di averne uno solo. Al contrario, lascia spazio a chi ascolta, diventando quasi uno specchio sul quale ciascuno può proiettare il proprio vissuto. Cos’è che fa questo “voi”? E cosa facciamo “noi” rispetto a questo “voi”? Eppure, dietro questa apparente libertà interpretativa, esiste un punto fermo:  tutto nasce dall’esperienza personale di SANO. Le amicizie, la compagnia, la madre evocata in Quadrifoglio attraverso la voce di una sua allieva, la casa, il locale storico napoletano  Perditempo, i ricordi dell’adolescenza, sono episodi profondamente intimi che, proprio perché autentici, riescono a diventare universali.

Forse è proprio qui che si nasconde il significato del titolo. Quel “voi” non è necessariamente un gruppo di persone, è piuttosto l’insieme di relazioni, incontri e presenze senza le quali queste canzoni non sarebbero mai esistite. Un po’ come accade nelle dediche di una tesi di laurea: quelle persone non hanno materialmente scritto una parola, eppure senza di loro quella tesi non avrebbe trovato la forza di nascere.

Sentirsi parte di qualcosa

I sette brani non seguono una narrazione lineare, ma costruiscono invece un immaginario generazionale in cui estati, amicizie, luoghi, crescita e relazioni diventano le coordinate di una geografia emotiva condivisa. È da queste esperienze che prende forma il “noi” evocato nel titolo: un’appartenenza che non cancella l’individualità, ma nasce proprio dall’incontro con l’altro. In una generazione sempre più sospesa tra il bisogno di distinguersi e il desiderio di sentirsi parte di qualcosa, Sano sembra suggerire che nessuna storia è davvero solo nostra, un invito, forse, a non dimenticare che siamo, prima di tutto, animali sociali e che quindi la nostra identità prende forma attraverso le relazioni, i luoghi che abitiamo e le persone che incontriamo. Per quanto l’individualità e iil saper stare con se stessi siano importanti, il bisogno di sentirsi parte di qualcosa continua a essere uno degli aspetti più importanti dell’esperienza umana. 

Prosegue intanto il percorso live di SANO, che porterà sul palco le nuove canzoni di Quando voi forse, allora noi già insieme ai brani che, negli ultimi anni, hanno contribuito a definire il suo universo artistico. I prossimi appuntamenti sono in programma il 24 luglio a Roma, il 31 luglio a Volterra e il 20 agosto a Roseto degli Abruzzi.

SANO racconta un’identità collettiva nel suo nuovo album