Inverosimile pensare come, in un mondo digitalizzato come il nostro, il fascino dell’ascolto tramite il formato fisico conquisti ancora un pubblico così ampio.
Molti vedono i vinili come un simbolo di autenticità in grado di creare un legame più profondo con l’artista. Un’esperienza sonora da poter assaporare lentamente, soprattutto rispetto ad un ascolto “usa e getta” che invece spesso accompagna lo streaming digitale.

Le ragioni per cui, ancora oggi, i vinili riescono a mantenere così tanta fama fra gli amanti della musica sono diverse ma, una nota di merito, va in primis alla loro qualità in termini di suono.
Rispetto ad un brano ascoltato in formato digitale, infatti, questo supporto regala un “calore” e una “purezza” che non sono in alcun modo replicabili, restando più fedele alle curve musicali del suono, che risulta invece più “squadrato” con la riproduzione attraverso player elettronici. 

L’unicità dei dischi riporta indietro verso la cultura vintage, ri-scoprendo il “rituale” di momento da assaporare a 360° con il suono.

Gli LP conquistano gli ascoltatori anche grazie alle loro copertine che assumono un valore artistico oltre che visivo. Molteplici sono i casi di grafiche erette a vere e proprie opere d’arte diventate estensione perfetta dell’album stesso. Toccando la musica con mano ci ritroviamo immersi tra i brani degli artisti.
Tutte queste caratteristiche hanno portato, negli ultimi anni soprattutto, all’aumento dei numeri di ristampe e edizioni speciali degli artisti nonché alla pubblicazione delle nuove uscite sia in formato digitale che in vinile.

La crescente disponibilità sul mercato ha visto artisti contemporanei come Adele, Taylor Swift, Lazza, i Club Dogo, puntare sulla pubblicazione dei loro album anche tramite vinile, il quale viene acquistato dai fan anche solo per propria collezione.
Ora più che mai, tornato a pieno titolo nel cuore degli appassionati di musica e lo dimostrano anche le 10.000 copie vendute dal disco “Tutti i nomi del diavolo” di Kid Yugi.

Insomma, il vinile ha attraversato diverse epoche, resuscitando continuamente e adattandosi ai gusti e alle tecnologie del momento. Perché se ci pensiamo bene posare il disco sul piatto, abbassare la puntina e concedersi l’ascolto di un album, per interno, senza la possibilità di “skippare” ti permette di regalarti un momento di pausa dalla frenesia quotidiana.

Vinili: il ritorno di un grande classico