Andare ad un concerto significa scegliere di mettersi nelle mani degli artisti sul palco almeno quanto in quelle degli altri spettatori, con-dividendo uno spazio fisico ed emotivo.
Venerdì 3 luglio il Parco della Montagnola di Bologna si è riempito di urla, salti e poghi, in una serata in cui slanci e malinconia hanno trovato un equilibrio naturale, convivendo senza mai annullarsi. Al fianco di Rareş (una delle penne più interessanti dell’ultimo anno), il batterista Pietro Vicentini, Giorgio Manzardo – in prestito dai Delicatoni – al sax e Novecento a basso e tastiera, formazione capace di restituire dal vivo la complessità del repertorio performato.



Anche a distanza di qualche settimana dalla quarta tappa del tour estivo, è impossibile non ripensare alla sincerità con la quale – senza perdere la propria identità – Rareş si è fatto eco di una forma collettiva ricca di scambi, dinamiche ed imprevedibilità.



Dopo il live di Parma al Paloma Festival, intimissimo ed introspettivo, la data bolognese ha fatto emergere una componente più istintiva e trascinante, provando che poche settimane e qualche chilometro di distanza possano bastare a regalarci un nuovo modo di “far suonare la musica”.
Foto di ARNEAUX
Articolo a cura di Francesca Bergamaschi