Dimenticate Salmo rabbioso, quello che voleva incendiare il palco ad ogni barra. In Ranch, il suo ultimo album, il fuoco c’è ancora, ma arde sotto la cenere. Il titolo stesso evoca un ritorno alla terra, alle origini, quasi a un luogo idilliaco dove respirare e fare i conti con sé stessi.

Fin dalla copertina siamo pronti a “toccare terra con le mani” e a scavare nelle radici del rapper sardo. Ranch segna il suo ritorno in grande stile dopo il successo di CVLT (2023), in collaborazione con Noyz Narcos, Flop (2021) e Playlist (2018), eppure, rispetto ai precedenti, prende una direzione completamente diversa.

Ranch si compone di 16 tracce che hanno rapidamente scalato le classifiche superando perfino i più grandi bestseller dell’artista. È un disco autobiografico, un autoritratto in musica che attraversa tutte le sfaccettature del percorso artistico e umano di Salmo. Un album che alza l’asticella e lancia una sfida implicita a tutta la scena rap italiana, quasi come se dicesse tra le righe “Vediamo chi riesce a fare meglio di così”.

Il rap di Salmo in Ranch è maturo, essenziale, consapevole. Le sue metriche sono pulite e dirette. Non ha bisogno di giochi ritmici complessi per affermare la sua potenza. La sua voce arriva chiara perché è il contenuto stesso a parlare: un racconto sincero di scelte fatte lontano dal compromesso, dal denaro facile e dalla fama costruita. È la conferma di uno stile libero, fuori dagli schemi.

Rispetto agli album precedenti, dove l’urgenza era quella di scuotere e provocare, qui Salmo sembra voler calmare le acque. Non incita più le masse, le invita a riflettere, e a ricordarci che siamo tutti uguali.

Nel Ranch, luogo reale e insieme metaforico, la musica diventa uno strumento con cui scavare dentro sé stessi. In più interviste Salmo ha raccontato di aver sentito il bisogno di isolarsi per ricostruire la propria identità artistica. E questo si percepisce sin dalle prime tracce.

In brani come Numeri Primi, Crudele, Cartine Corte, Salmo rispolvera un flow classico da anni ’90 che lo ha reso celebre, senza rinunciare alla voglia di esplorare nuove sonorità. In Beatcoin si cimenta con la trap, in Fuori Controllo — grazie alla sorprendente collaborazione con Luca Agnelli — fonde rap ed elettronica in un esperimento potente. In Sangue Amaro, Incapace, Sincero mette a nudo la propria vulnerabilità, scegliendo il canto come mezzo espressivo.

Ranch rappresenta un emblema per comprendere come possa evolvere la carriera e lo stile di un rapper, anche se definire Salmo come tale è molto riduttivo rispetto alla complessità del suo percorso artistico. Proprio attraverso questo album, infatti, possiamo osservare non solo un’evoluzione tematica e personale, ma anche un raffinato uso delle tecniche vocali e stilistiche che rendono ogni traccia un esercizio di forma e contenuto. Tra le tecniche più riconoscibili spicca il flow veloce, o extrabeat, ovvero il riempimento della battuta con molte parole. È una modalità che trasmette energia e tecnica, ma che Salmo impiega con misura: non ha bisogno di dimostrare nulla. Predilige la scelta accurata alla quantità, il peso del silenzio al frastuono dell’esibizione.

Molto più presente nel disco è lo spelling, lo scandire lettera per lettera una parola chiave alla fine del verso. Una tecnica che colpisce l’ascoltatore, spezza la regolarità del flow e mette in rilievo termini importanti, come nel celebre “S-A-L-M-O”.

Un elemento spesso sottovalutato è l’uso delle pause. Nel rap, una pausa può valere quanto una parola. Serve a dare enfasi, creare respiro, rallentare il flusso per far riflettere. In Ranch, Salmo usa il silenzio come spazio narrativo, come una sospensione del tempo che carica di significato ciò che viene detto prima e dopo.

Completano il quadro le variazioni di intonazione, che Salmo sfrutta con maestria. Alterna parti rappate a sezioni cantate, sfuriate aggressive a strofe sussurrate. È una scelta emotiva oltre che tecnica, che gli permette di attraversare la rabbia, la malinconia, la nostalgia, la lucidità. Ogni cambio di tono è una nuova maschera, o meglio, una parte della sua verità.

A distanza di poche settimane dall’uscita, Ranch è già sul podio delle classifiche musicali italiane. Si potrebbe già parlare di disco dell’anno?

Il nuovo album Ranch è l’isola felice di Salmo