Fino al 31 marzo 2026 Fondation Cartier, invitata da RATP, ha trasformato il lungo corridoio della stazione della metro di Montparnasse. Da passaggio obbligato per pendolari e turisti parigini, la stazione è diventata una vera e propria galleria d’arte; l’arte entra nella città, e la città stessa diventa arte. 

Il progetto di Fondation Cartier non è però il primo a sfruttare l’estetica delle linee della metropolitana: parte integrante dell’eclettica vita cittadina, linee e stazioni sono spesso reinterpretate, non solo in quanto teatro di esposizioni transitorie, ma anche come luoghi d’arte veri e propri.

Vediamo, dunque, sette occasioni in cui l’arte ha deciso di prendere la metropolitana. 

Parigi, The collection in the metro

Una selezione di fotografie, parte della collezione della Fondation Cartier pour l’art contemporain, ha occupato il corridoio della stazione della metro di Montparnasse. Più che installazione site specific, si tratta di un’estensione dell’esposizione: la stazione diventa galleria, e ospita le opere nell’ambito dell’Exposition Générale, mostra inaugurale della Fondazione nei suoi nuovi spazi in Place du Palais-Royal. In questa occasione, dunque, opere scelte di sette artisti – tra cui Claudia Andujar, William Eggleston e Daido Moriyama – escono dal museo ed entrano nella quotidianità.  

Stoccolma, The world’s longest art gallery

Il sistema metropolitano della capitale svedese vanta il titolo di “galleria d’arte più lunga del mondo”. In 94 stazioni delle sue 100, infatti, trovano spazio opere e inserti artistici di ogni genere: sculture, giochi di luce, mosaici e dipinti, lavori di oltre 150 artisti che hanno collaborato al progetto. Tra dibattito culturale, rappresentanza e riflessione politica, la cultura artistica entra a far parte della città nella sua vita attiva. 

Londra, Art on the Underground

La metro londinese, conosciuta affettuosamente come “the tube”, è dall’inizio degli anni duemila protagonista di Art on the Underground, programma ufficiale di arte pubblica di Transport for London. Il progetto ha, dalla sua fondazione ad oggi, coinvolto oltre 300 artisti, ed è un programma curatoriale profondamente integrato con l’infrastruttura cittadina, che si propone di cambiare l’esperienza che facciamo della città.

Le opere spaziano da installazioni permanenti a progetti temporanei e performance: tra i tanti ricordiamo l’installazione audio che Rory Pilgrim propone nel 2025 alla Waterloo Station, che rende la metropolitana esperienza sensoriale immersiva, e my name is lettie eggsyrub (2018), installazione site specific ideata da Heather Phillipson, lunga oltre 80 metri. 

New York city, Chanel – Métiers d’Art 2026 collection

Per la collezione Métiers d’Art 2026, Chanel e Matthieu Blazy scelgono la metropolitana di New York e la sua inconfondibile estetica urbana, portando la sfilata all’interno di una stazione dismessa. Non uno spazio espositivo pubblico, ma scenografia e dispositivo narrativo: modelli e personaggi si muovono tra vagoni, banchine e tornelli, evocando l’eterogeneità sociale e culturale della città. La metropolitana si trasforma in simbolo di una quotidianità condivisa, in un racconto visivo e cinematografico.

Chanel Metiers d’art 2026 Copyright Chanel

New York City, MTA arts and design

A supportare un programma di arte pubblica è anche la Metropolitan Transportation Authority di New York: si tratta principalmente di opere permanenti integrate nelle stazioni, affiancate da iniziative transitorie. L’arte diventa, in questo caso, un mezzo per rendere le infrastrutture pubbliche più accoglienti e riflettere la diversità culturale della Grande Mela. Il progetto comprende anche iniziative temporanee e performative, come Poetry in Motion, poesie brevi esposte sui treni e negli autobus e Music Under New York, performance musicali nei terminal e nelle stazioni.

Poetry In Motion

Napoli, Stazioni dell’arte

20 stazioni della Linea 1 e 6 della metropolitana di Napoli sono parte di un ricco complesso artistico e funzionale, che mette insieme arte contemporanea e trasporto pubblico. Oltre 200 opere d’arte, realizzate da artisti emergenti e di fama internazionale contribuiscono ad un progetto unico nel suo genere, parte fondamentale dell’architettura urbana. Nel 2012 è proprio la stazione di Toledo che il Daily Telegraph definisce la “più impressionante d’Europa”. 

Taiwan, Kaohsiung City, The Dome of Light

All’interno della Formosa Boulevard MRT Station Metro trova posto l’installazione immersiva di Narcissus Quagliata: un’enorme cupola di vetro che, retroilluminata, cambia atmosfera al transito. È un vero e proprio duomo di luce, rappresentazione sia del ciclo cosmico che della complessa nascita della democrazia di Taiwan. Si tratta di una delle più grandi installazioni in vetro pubblico al mondo, composta da oltre 4500 pannelli. 

Quando l’arte incontra la metropolitana