THESE FRAGMENTS I HAVE SHORED AGAINST MY RUINS: Performing PAC torna dal 3 luglio al 13 settembre 2026, e riflette su come costruire dalle macerie.

Come le precedenti edizioni del progetto, la mostra rimette in scena una delle esposizioni storiche del Padiglione di Arte Contemporanea, ricostruita attraverso materiali d’archivio e riletta come strumento per esplorare un nuovo tema: è il turno della mostra del 2001 su Kurt Schwitters (Kurt Schwitters. Collages, dipinti e sculture 1914-1947, curata da Karin Orchard con la collaborazione di Luigi Sansone). 

I frammenti della cultura

Il titolo riprende uno dei versi finali di The waste land, un poema del 1922 di T.S Eliot: insieme a Kurt Schwitters, Eliot raccoglie i frammenti della cultura, mettendoli di fronte ad un moderno mondo di macerie. 

Ed è questo il filo rosso che accomuna il programma di Performing PAC: materiali diversi, linguaggi e significati si stratificano, mostrano e sovrappongono: non semplice rilettura storica dell’istituzione, ma ricerca sul mondo di oggi. Da alcuni anni una mostra del passato è, a tutti gli effetti, un dispositivo di indagine del presente. 

Quest’anno, la pratica di Kurt Schwitters è la lente attraverso cui si osserva la possibilità di costruire un significato a partire da scarti. La modernità, come nelle parole di Eliot, si costruisce con una crisi, prende forma nei frammenti; la dispersione è condizione di creazione, realtà rotta da ricomporre. 

London Bridge is falling down falling down falling down
Poi s’ascose nel foco che gli affina
Quando fiam uti chelidon—O swallow swallow
Le Prince d’Aquitaine à la tour abolie
These fragments I have shored against my ruins

L’archivio, dunque, è lo strumento che permette di riattivare il potenziale critico dell’arte: non un deposito di documenti, ma un dispositivo che riporta nel presente domande di opere passate. Presente e passato si intrecciano, e si leggono interpretandosi a vicenda. 

Schwitters era solito raccogliere materiali marginali – biglietti, ritagli di giornale, pezzi di legno, oggetti scartati – sottraendoli alla loro funzione originaria per inserirli in nuove costellazioni di senso: Performing PAC ricompone tasselli della propria storia istituzionale, mostrando come anche un archivio possa diventare un luogo di produzione.

Che cosa significa, però, costruire dalle macerie? La domanda attraversa tutta la mostra. In un presente segnato da crisi ambientali, conflitti e trasformazioni sociali, il frammento non è residuo della distruzione, ma materia per immaginare un futuro.

Performing PAC: riscoprire Kurt Schiwtters