Tra la collezione permanente del Museo del Cinema di Torino e le mostre temporanee, l’esibizione immersiva e multisensoriale dedicata alle icone pop degli anni Settanta si insinua e invade lo spazio elicoidale della Mole Antonelliana come una Pazza idea. Questo il titolo della mostra, con sottotitolo: “Icone pop oltre il ‘68”.

Pazza idea, Angelo Frontoni. Installation view alla Mole Antonelliana di Torino, 2025
Pazza idea, Angelo Frontoni. Installation view alla Mole Antonelliana di Torino, 2025

Pazza idea: una mostra effimera, permanente e provocatoria?

Una mostra effimera come gli scatti protagonisti, quelli del “fotografo delle dive” Angelo Frontoni. Scatti destinati a vivere un giorno o un mese sulle pagine di una rivista, a morire in copertina. E permanente, perché sembra essere lì da sempre, anzi dal post-Sessantotto, di cui conserva, ancor prima che ricostruire, i colori, le luci, le note, i tasselli luccicanti e riflettenti della disco-ball, che stavano accanto alle macerie lasciate dai lacrimogeni degli anni di piombo, ai pezzi delle vetrine infrante da scontri e proteste. Tutte schegge impazzite di libertà, una libertà espressa e cercata ovunque, perché «everybody’s looking for something».

Un’idea provocatoria che non vuole provocare, ma solo lasciarsi guardare, contemplare, come la femme fatale cantata dai The Velvet Underground. Che vuole solo lasciarsi ascoltare come si ascoltano i sussurri sensuali e i gemiti che Jane Birkin si scambia con Gainsbourg in “Je t’aime mais non plus“. Una mostra da guardare e ascoltare insieme come si fa con i film erotici; anzi guardare, ascoltare e ballare come solo le dive sanno fare.

Pazza idea, Angelo Frontoni. Installation view alla Mole Antonelliana di Torino, 2025

In verità i gemiti di Birkin e Gainsgourg arrivano dopo, nelle nicchie riservati ai nudi, quelli di Moana Pozzi ed Helmut Berger, “un angelo caduto dal cielo”, come canta Nada. L’esordio è piuttosto come il gemito di stupore ed euforia che apre Good Vibrations dei Beach Boys: alzi lo sguardo e i ritratti fotografici di Angelo Frontoni scorrono come acqua non su semplici schermi ma su fili sottili che legano fantascienza e disco music, che lasciano intravedere e filtrare luci e sensazioni, fantasie e desideri. Ritratti sospesi come apparizioni, che sembrano leggeri e impalpabili, si innalzano e cadono dinanzi a noi, come le dive e i divi ritratti, come la tela di Frontoni, che non è semplicemente pellicola ma corpo e sguardo; come la musica di quegli anni: così varia e spensierata da riuscire a prendere il volo e portarci con lei in una capsula del tempo.

Pazza idea, Angelo Frontoni. Installation view alla Mole Antonelliana di Torino, 2025

Pazza idea: attraversare il tempo a ritmo di musica

Non stai entrando in una sala, stai entrando in un’atmosfera culturale, nell’immaginario di un’epoca e nell’archivio che lo ha custodito silenziosamente. Stai attraversando il tempo e le immagini a ritmo di musica.

Pictures come alive
You can dance right through your life.
Flash Dance. What a Feeling, 1983

Non una, ma infinite atmosfere: quella impregnata di erotica noia borghese italiana dei gialli hitchcockiani di Lucio Fulci, trasmessi col bollino rosso in seconda o terza serata su canali che non pensavi esistessero.

Erotismo dalla Carrà alla Bertè

L’erotica delle gambe e della pancia, più da prima serata, più popolare e da salotto, delle sorelle Kessler e di Raffaella Carrà. L’erotica sottile del Tuca Tuca e del Da-da-un-pa, del Fatti più in là, così vicino mi fai turbar, così la testa mi fai girar. L’erotica nascosta che serpeggiava (e serpeggia ancora) sotto il riso e l’ipocrisia degli italiani, e che Frontoni svela con disinvoltura, con complicità verso il soggetto ritratto e lanciando una sfida al nostro sguardo: quella di non giudicare l’arte secondo categorie morali, ma viverla e sentirla sulla pelle, come musica.

🎧 Fatti più in là – I 5 matti

Non una ma tante declinazioni dell’erotismo, al di fuori di ogni standard. L’appeal sbandato e zingaresco di Loredana Bertè che con Frontoni gioca a ricreare lo stile piratesco in voga all’inizio degli anni ‘80, ideato dal genio punk di Vivienne Westwood e Malcom McLaren.

🎧 Dedicato – Loredana Berté

Gli scatti trasognati di Renato Zero e Lucy Morante

Un’atmosfera trasognata e circense come quella che pervade le fotografie che ritraggono Renato Zero con la fidanzata storica Lucy Morante, “come due viaggiatori dello spazio, approdati per caso su una spiaggia del litorale laziale. Chitarra e grammofono, bizzarri telefoni e mantelli, tutto sale sul carrozzone surreale e stravagante di Renato”.

🎧 Il carrozzone – Renato Zero

Tina Aumont e Elsa Martinelli

E, sognando la California, come cantavano i The Mamas & the Papas, ci ritroviamo anche a San Francisco con dei fiori tra i capelli, con i ritratti di Tina Aumont e della sua ingenua malizia, e quelli di Elsa Martinelli. 

🎧 San Francisco Dance – Cicciolina

If you’re goin’ to San Francisco, be sure to wear some flowers in your hair» […] With her head adorned in flowers – like a pop-infused Frida Kahlo, Tina Aumont regards Angelo Frontoni with strikingly deep and ancient eyes, as if she belonged to a cosmic distance.
Tina Aumont

Gli scatti della commedia fantascientifica con Jane Fonda

Non solo i set dei gialli erotici italiani, ma anche quelli della commedia fantascientifica di Roger Vadim e dell’astronauta Barbarella in tutina e stivaletti metallici. Interpretata da una grandiosa Jane Fonda – l’unica che accetta il ruolo dopo i rifiuti di Brigitte Bardot, Sophia Loren e Virna Lisi -, Barbarella è protagonista di un fumetto erotico-fantascientifico e simbolo di emancipazione femminile.

Uno dei tanti magnifici paradossi e delle pazze idee che quegli anni hanno generato, rompendo tabù e lasciandoci in eredità una libertà illimitata, anch’essa fatta di contraddizioni e conflitti, e che pochi hanno saputo tradurre in uno sguardo libero (dal moralismo) e in corpi liberi di esprimere la propria e diversa sensualità e la propria unicità, quell’enigma che l’arte di Frontoni esalta attraverso la fotografia e che la musica risolve facendo affiorare quel qualcosa di universale e umano che ci lega e che ogni unicità dentro di sé, nel profondo, custodisce. 

Ska scaccomatto per che si scandalizzerà, ska scateniamoci dai, e non fermarti più
Ska ska-ska scaldami e non mollarmi giù, se il mondo casca, ska-ska, io voglio stare su.
Ska-Tenati, 1980 – Alberto Camerini

Pazza idea: la mostra che ha come guida una playlist (pazzesca)