Si è chiusa lo scorso 16 novembre la ventottesima edizione di Paris Photo, nota fiera di fotografia ed evento centrale dedicato all’arte fotografica che, come ogni anno, ha riunito al Grand Palais esperti e appassionati. 

Diretta da Florence Bourgeois e Anna Planas, l’edizione 2025 si è concentrata su una fotografia aperta al mondo, capace di riflettere la cultura, le urgenze e le sfide contemporanee; con oltre 220 espositori e un ricchissimo programma di mostre, discussioni ed eventi satelliti, Paris Photo si è dimostrata ancora un’occasione imperdibile di confronto e scambio.

La sezione Édition

Tra i protagonisti della fiera, Édition, settore dedicato all’editoria dell’arte, ha ricoperto un ruolo di primo piano. Si sono qui riunite nell’esposizione quarantatré case editrici, provenienti da diciassette Paesi diversi, sottolineando l’importanza dell’editoria nella storia e nell’evoluzione del libro fotografico.

Il settore si è sviluppato tra libri di fotografia, editoria d’artista, edizioni limitate e multiple, e si conferma come uno dei più frequentati da artisti, curatori e collezionisti. L’arte fotografica ritrova qui la sua capacità narrativa: il libro è un veicolo di storie fatte di immagini, e anche in questo ambito quest’anno si è data prova di incredibile forza creativa. Tra pagine estraibili, testi che si intrecciano e si dissolvono nelle immagini e tavole intercambiabili, l’editoria fotografica si è affermata come un coinvolgente terreno di inesauribile sperimentazione. I formati non convenzionali, poi, suscitano un sempre crescente interesse. La fotografia si sperimenta nella sua materialità: tra case editrici indipendenti e proposte internazionali, il libro d’arte si afferma come opera totale. La presenza all’esposizione di piccole realtà indipendenti ha portato un’attenzione significativa alla sostenibilità; ci si è concentrati, dunque, su tirature limitate, stampa locale, materiali ricercati e forme alternative di produzione.

Accanto alla fiera, il Book Talks — collaborazione tra Printed Matter e Paris Photo  — ha ampliato la riflessione sul libro fotografico. Ogni sera una conversazione tra esperti ha approfondito temi centrali dell’editoria contemporanea, aprendo discussioni sullo stato attuale del photobook e sulle nuove forme di creazione del libro d’arte. Accanto a questi incontri, tre sessioni speciali sono state dedicate a nuove pubblicazioni, ciascuna concentrata sul lavoro di un artista in particolare, creando un dialogo tra editori, artisti, grafici e autori.

Ecco alcuni lavori presentati:

Eleonora Agostini: A Study on Waitressing (Witty Books) a Paris Photo Phair

Vincitore del Paris Photo Book Award 2025, l’opera è un’indagine sui concetti di genere, di comportamento e di società.

Mario Schneider: New York Short Stories (Kehrer Verlag, 2025) a Paris Photo Phair

Un diverso volto di New York, fatto di brevi momenti di vita quotidiana, è presentato in questa raccolta di street photography.

Lin Zhipeng: Amour Défendu (Akio Nagasawa Publishing)

La vita urbana e l’amore si incontrano in questo diario visivo, e Parigi fa da sfondo a momenti di tenerezza e intimità.

Pia‑Paulina Guilmoth: Flowers Drink the River (STANLEY/BARKER)

La foresta qui diventa un luogo incantato e magico, tra terra, fango e natura.

L’edizione 2025 di Paris Photo conferma dunque il libro fotografico come uno dei luoghi più vitali e innovativi della ricerca visiva contemporanea. Tra sperimentazioni formali, narrazioni intime e nuovi modi di pensare la materialità dell’immagine, Édition si è rivelato ancora una volta un laboratorio aperto, capace di accogliere visioni differenti e di trasformarle in oggetti che parlano al presente. In chiusura di fiera, resta la sensazione che proprio attraverso le pagine, la fotografia continui a trovare la sua voce più audace e sorprendente.

Paris Photo 2025: il libro fotografico come laboratorio