Olivo Barbieri presenta a Gallerie d’Italia Torino “Spazi altri”, una mostra che ci accompagna  nei suoi 30 anni di ricerca in Cina, paese continente che più negli ultimi anni ha visto una trasformazione urbanistica, sociale ed economica diventata punto di riferimento a livello internazionale.
Nella mostra sono presenti più di 100 scatti che ci permettono di comprendere la poetica del fotografo.

Canton, China 1998 © Olivo Barbieri

Olivo Barbieri, classe 1954, è sicuramente una delle menti creative che più ha segnato tra gli anni Settanta e Ottanta, una nuova visione della fotografia a livello internazionale.  
Tra scatti notturni, esterni caratterizzati da luce opalina ed interni, Barbieri ci mostra dei paesaggi quasi sempre onirici, nonostante affondino le radici nella realtà.

La particolarità delle sue immagini risiede nella volontà di narrare più che documentare. Le transizioni fra gli scatti sono fluide, l’horror vacui e l’horror pleni si alternano e fanno sì che le grandi città cinesi risultino un luogo del vuoto e dell’assenza. Ci mostra degli spazi altri così come sono stati definiti dal curatore della mostra Corrado Benigni. 

site specific SHANGHAI 04 © Olivo Barbieri

Il fotografo riconfigura così un’idea di paesaggio, caratterizzato nelle sue immagini da: lunghe esposizioni, che stressano anche chimicamente i materiali analogici permettendo di ottenere dei colori mai raggiunti prima nella fotografia a pellicola; illuminazione artificiale, che caratterizza tutti i suoi scatti ponendo l’accento sui dettagli spesso considerati ai limiti del paesaggio; evidente verticalità, che obbliga lo sguardo a muoversi lungo l’immagine; fuoco selettivo, o tilt shift, tecnica inventata dall’autore che permette grazie al banco ottico di individuare un piano di fuoco preciso scontornando il resto dell’immagine che risulta così evanescente. 

Harbin, China 2010 © Olivo Barbieri

Dal ‘78 ai primi anni del 2000 Olivo Barbieri utilizza esclusivamente metodologie analogiche, per poi sperimentare, grazie all’arrivo del digitale, nuove frontiere di narrazione. Gli ultimi lavori infatti presentano partiture e campiture di colore estremamente evidenti, che sembrano quasi segni grafici sovraimpressi alle immagini. 

Greeting Pine, Huangshan, Anhui, China 2018 è © Olivo Barbieri

La costante in questi 30 anni di ricerca è il tempo sospeso e ci invita a riflettere, le sue sono foto che creano silenzio, ma non un silenzio esibito come citazione di atmosfere metafisiche (…) E’ il silenzio di chi si dispone a cogliere i segni di una presenza intravista sotto la coltre (…) Il fascino della fotografia sta tutto in quel po’ di mondo che vi rimane impigliato”.  

Olivo Barbieri ci accompagna, prendendoci per mano, ad abituare l’occhio ad osservare qualcosa che ad un primo sguardo non noteremmo, in questo caso rende evidente come un paese tanto lontano sia riuscito in pochi anni a passare da regno della copia a modello da seguire. 

Olivo Barbieri – Spazi Altri: 30 anni di Cina