L’arrivo di Olivia Dean a Milano per l’unica data italiana dell’Art of Loving Tour aveva qualcosa di diverso rispetto ai soliti concerti pop. Nessuna corsa a dimostrare di essere il fan migliore, né alcuna estetica obbligatoria da replicare. Solo persone molto diverse tra loro che, per una sera, sembravano condividere la stessa idea di romanticismo contemporaneo: quello un po’ disordinato e vulnerabile che Olivia Dean racconta nelle sue canzoni.
Sul palco, Olivia Dean non ha bisogno di trasformarsi in qualcosa di irraggiungibile. La sua forza sta proprio nel contrario: nel modo in cui riesce a sembrare reale mentre canta di relazioni finite male, famiglie complicate, insicurezze, amore e indipendenza. Ti fa sentire come se tutto quello che stai vivendo (il caos, la nostalgia, il sentirsi indietro) fosse normale. Quasi bello, a tratti.



L’unica data italiana del suo Art of Loving Tour è stata questo: una terapia collettiva mascherata da concerto pop soul.
Con Nice to Each Other l’energia della venue cambia immediatamente. Il pubblico canta ogni parola come se fosse stata scritta dentro la propria camera da letto. Poi arrivano Lady Lady, Baby Steps, Messy, e si percepisce chiaramente quanto Olivia Dean sia diventata la colonna sonora emotiva di una generazione che prova continuamente a migliorarsi senza sapere davvero da dove partire.
Quando canta Messy, il momento più atteso della serata, l’atmosfera si trasforma quasi in qualcosa di sospeso. Nessuno sembra voler dimostrare niente a nessuno.



Anche visivamente, il live di Olivia Dean a Milano segue la stessa direzione. Luci morbide, colori caldi, movimenti spontanei. Olivia attraversa il palco come se stesse ballando da sola in salotto, ma con una sicurezza magnetica che rende impossibile distogliere lo sguardo. Le foto di Lala Mansell riescono a catturare esattamente questo: quell’energia un po’ sfocata e romantica che rende Olivia Dean così riconoscibile anche quando è immobile.
E poi c’è il pubblico, forse la parte più bella del concerto. Coppie, gruppi di amici, ragazze venute da sole, persone arrivate da altre città europee. Tutti lì per sentirsi parte di qualcosa di più morbido rispetto alla frenesia che abbiamo intorno ogni giorno.

In un momento storico in cui sembra obbligatorio essere cinici, veloci, distaccati, Olivia Dean continua invece a fare una cosa semplicissima: credere ancora nella dolcezza. E vedere migliaia di persone rispondere a quella dolcezza con la stessa intensità è stato probabilmente il dettaglio più emozionante della serata.
Per un’ora e mezza Milano è sembrata meno rumorosa, meno aggressiva. Più simile a quei momenti tra amici in cui, senza accorgertene, capisci che forse crescere non significa diventare freddi. Solo imparare a proteggere meglio le cose a cui tieni.
Foto a cura di Lala Mansell