Un film di trentaquattro ore, muto, proiettato senza interruzioni, in sottofondo al movimento della città: la facciata dello storico Rijksmuseum di Amsterdam si trasforma, con la proiezione di Occupied City.
Lo straordinario documentario firmato dal britannico Steve McQueen – regista premio Oscar per 12 anni schiavo – diventa installazione urbana unica nel suo genere, protagonista della Museumplein dal 12 settembre 2025 al 25 gennaio 2026, in uno screening continuo. Proiezioni con audio sono parallelamente in programma nell’auditorium del museo, in giorni e date fissate.

Rijksmuseum, Amsterdam, 2025
© Steve McQueen
Courtesy the artist, Thomas Dane Gallery and Marian Goodman Gallery
La capitale olandese è ritratta in questo progetto nella sua quotidianità sotto l’occupazione nazista, tra il 1940 e il 1945, e guida lo spettatore in un viaggio attraverso oltre 2000 indirizzi cittadini. Occupied City mostra teatri silenziosi, oggi parte del paesaggio urbano, testimoni che raccontano una parte della storia di Amsterdam. “L’opera invita alla riflessione su temi come l’occupazione, la persecuzione e la libertà. Le due versioni di Occupied City agiscono in modo diverso. Occupied City (ancora), che è installata sulla facciata del Rijksmuseum, è uno specchio rivolto alla città.”
Spiega il regista.
“Rappresenta la vita quotidiana dell’Amsterdam contemporanea, che si fonda su 750 anni di storia. Al centro c’è la portata di ciò che è accaduto proprio qui durante la Seconda Guerra Mondiale. È impossibile contenerlo tutto nella propria testa e il passare del tempo ne ha coperto gran parte. Vivere ad Amsterdam è come vivere con i fantasmi. Ci sono sempre due o tre narrazioni parallele che si svolgono contemporaneamente. Il passato è sempre presente.”

Courtesy the artist, Thomas Dane Gallery and Marian Goodman Gallery
La collaborazione con Steve McQueen si pone sulla scia del dialogo del museo, istituzione storica e simbolo della città, tra memoria storica e voci contemporanee: passato e presente si intrecciano in un’arte che prende vita e ridefinisce il rapporto tra storia e identità.
Collaborare con Steve McQueen è da tempo un mio desiderio. In Occupied City, McQueen intreccia con forza le cicatrici invisibili della Seconda Guerra Mondiale con il ritmo contemporaneo di Amsterdam. Da britannico che vive ad Amsterdam, ci permette di vedere il nostro presente e il nostro passato con occhi diversi“. Commenta Taco Dibbits, direttore generale del Rijksmuseum.


Con questa installazione, promossa in occasione dell’ottantesimo anniversario della liberazione della città, Amsterdam si riscopre. McQueen ritrae la città in tutti i suoi aspetti, dall’ordinario appartamento al monumentale indirizzo storico, e la memoria storica emerge come parte integrante del suo presente. Amsterdam vive negli occhi del regista, e si trasforma, muovendosi tra la Storia con la “S” maiuscola e le storie di chi la abita.
Tra le immancabili biciclette, i caffè, i turisti e i locali, il brusio della capitale si arricchisce, e uno sguardo che si alza verso l’alto porta alla scoperta di un nuovo lato della città, essa stessa un’opera d’arte.