“Non se lo aspettava nessuno. Lo aspettavamo tutti”: a sorpresa, questa mattina, Niccolò Contessa, padre e fautore dell’indie in Italia, ha deciso di tornare con la sua band, I Cani, dopo 9 anni dall’ultima pubblicazione, “Aurora”.

“Post mortem” è un disco di 43 minuti totali, 13 brani inediti e un nuovo font, ora tutto in minuscolo, “i cani”.

Dal 2016 Contessa si è dedicato principalmente alla produzione musicale, senza mai, però, negare un ritorno della band. Negli anni hanno lasciato qualche impronta, come l’ospitata inaspettata e inusuale, vista la poca propensione ai riflettori del cantautore,  al programma di Valerio Lundini su Rai 2  “Una pezza di Lundini”, il 18 maggio 2021.

Oltre a qualche featuring, finora il come back più corposo era stato  l’EP “I CANI BAUSTELLE”, uscito a febbraio 2024 e  contenente due brani insieme ai Baustelle, “Nabucodonosor” e “L’ultimo animale”. 

I Cani Baustelle

Oggi “Post mortem” ci viene sbattuto in faccia, all’improvviso, come un pugno nello stomaco dove campane funebri, voci elettroniche e sound sporchi ci avvolgono in un abbraccio malinconico e sereno in cui abbandonarsi, senza paura. 

“Io”, “fcft”, “nella parte del mondo in cui sono nato”, testi e accordi di chitarra che sembrano quasi un sussurro, un monologo raccontato a bassa voce per arrivare dritti al cuore e sintonizzarsi a ritmo di ogni battito. 

“C’è poca luce nel mondo, c’è poco amore nel mondo” ripete Contessa in “buio”, in cui tematiche strettamente intime si fondono delicatamente con l’attualità che attanaglia una generazione impaurita dalla rabbia collettiva. Dove, però, quel poco amore c’è: basta “un’altra onda” per ritrovarlo, per un attimo abbandonarsi all’acqua dove ritrovarsi di più.

È uscito il nuovo album de i cani