Il Mood di Novembre è qui, con tutte le sue sfumature di grigio e giornate sempre più corte da affrontare con le giuste tracce in cuffia.
Chiudo il portone, zaino in spalla. Fuori è ancora buio mentre aspetto il solito pullman che mi porta al solito posto. Oggi, domani e ancora fino al weekend. Posto accanto al finestrino, in play ho 505 degli Arctic Monkeys, ma c’è un brusio. Pausa, tolgo le cuffie: è il rumore della pioggia, perfetto sottofondo per la malinconia che indosso.



1. November has come – Gorillaz
Nell’album “Demon Days”, il mese di novembre è la fine, un punto di non ritorno. Quel ponte che conduce direttamente alla fine in cui prendere la scelta per l’atto decisivo. “November has come when it’s gone away”, si da uno sguardo indietro per decidere cosa farne del presente che rimane.
2. Mr. November – The National
Il lavoro di una vita, la pressione delle aspettative, il confronto con la facilità dell’essere giovani e il coraggio di essere adulti. È un uomo che deve giocarsi tutto a Novembre, mese in cui può raggiungere il traguardo sperato o perdere tutto. “I’m mr November, I won’t fuck us over”.

3. Urn – Childish Gambino
“I’m sorry we are alone”. Fronteggiare un lutto, abbracciare la solitudine e cercare una traccia di connessione con la realtà. Il brano è un vero punto di svolta del personaggio di Gambino, un manifesto dedito alla fragilità umana davanti all’irreversibile cambiamento da cui non si può fuggire, soprattutto quando si tratta di se stessi.
4. 505 – Arctic Monkeys
Un luogo non-luogo. Come con l’arrivo del primo freddo ci si rifugia nel proprio posto “sicuro”, Alex Turner sceglie di abbandonarsi in una camera d’albergo fatta di ricordi più intensi ed emotivamente pericolosi. “I’m going back to 505”, lo urla quasi come se fosse un bisogno necessario per cullarsi in qualcosa che gli ricorda una felicità appannata.


5. Zombie – Yungblud
Apatia e indifferenza. Ottobre è anche questo per molti che vivono di emozioni forti e, se non lo si trova, ci si riduce ad andare avanti con uno scroll dopo l’altro, sempre allo stesso ritmo. Yungblud ce lo urla in faccia, tutto d’un fiato.
6. Current Affairs – Lorde
Sono solo le notizie del giorno, afferma Lorde. “Current Affairs” è, anche in questo caso, un bivio dove il percorso scelto porta a conseguenze impossibili da modificare. Da un lato, perdere un amore profondo, a tal punto da consumarla; dall’altro, perdere se stessa, appunto. “My bed is on fire, mama I’m so scared”. Nel finale, Lorde decide di scegliersi.

7. Small Words – Mac Miller
Uno stato depressivo costante, il bisogno di migliorare, la voglia di trovare la tranquillità attraverso la musica. Leggera, come le note del pianoforte e il beat tenuto dallo schioccare delle dita: nella traccia tratta dall’album Swimming l’artista non combatte più contro di sé e accetta la profonda malinconia che lo pervade, come se fosse una compagna con cui condividere un viaggio. Perché in due “The world is so small ‘til it ain’t”.
Si chiude un’altra porta, zaino in spalla.