Febbraio è il mese più corto dell’anno.
Ma nella musica è stato lunghissimo.
Dai Grammy all’half time show che ha riscritto la narrativa americana, dalle Olimpiadi di Milano-Cortina fino alla settimana santa di Sanremo, passando per album identitari, videoclip simbolici e una notte londinese che ha consacrato nuove stelle ai Brit Awards. Qui le notizie musicali per salutare febbraio e abbracciare la primavera.
1 febbraio – I Grammy Awards 2026
Il mese di febbraio si è aperto con la cerimonia di gala dei Grammy Awards che ha visto trionfare il protagonista di questo febbraio: Bad Bunny, il cui album Debí tirar más fotos – Bad Bunny, ha ricevuto il premio di miglior album di musica urbana dell’anno. Nel ricevere il premio la prima dichiarazione del cantante è stata “ICE OUT” rimarcando il messaggio che ha riportato all’half time show “siamo tutti americani”. Tra gli altri premiati: Anxiety di Doechii ha vinto come miglior videoclip musicale, Luther di Kendrick Lamar e SZA ha vinto come miglior registrazione dell’anno, mentre Chromakopia, di Tyler, the Creator, è stato premiato con una categoria introdotta quest’anno, quella per la miglior copertina di album.

4 febbraio – A$AP Rocky maestro di rap
Mr. Mayers aka A$AP Rocky ha tenuto una lezione di rap in una classe elementare di New York per la serie YouTube “Celebrity Substitute” registrando un videoclip finale insieme a bambini e bambine. Che dire? Adorabili, e rimpiangiamo ancora di più di non essere tra i banchi di scuola a fare lezione di musica.

6 febbraio – La cerimonia di apertura delle Olimpiadi
Un altro sipario si è alzato, passando da Los Angeles a Milano, quello delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. La cerimonia di apertura è stata “movimentata” dai rappresentanti della tradizione italiana Laura Pausini, altra protagonista dei palcoscenici di questo febbraio e Andrea Bocelli, intervallati da unaMariah Carey, la cui performance di “Voh-lah-reh nell chay-lo een-fee-nee-toe” è diventata storia. Mace e Ghali hanno aggiunto quel tocco di contemporaneità che ci sta sempre bene, soprattutto in un piatto che ci é sembrato un po’ sciapo, ma che non é riuscito a renderlo un prodotto stellato.

8 febbraio – l’Halftime Show di Bad Bunny
La festa di Bad Bunny seguita da 135 milioni di spettatori ha trasformato lo sport e lo spettacolo statunitense per eccellenza in uno spettacolo globale e multiculturale, specchio dell’America reale, che non si limita agli USA ma al Cile, all’Argentina, L’Uruguay, il Canada, il Paraguay e a tutti i paesi latinoamericani con le loro persone e le loro culture da accogliere e rispettare. Con “Insieme siamo l’America… Siamo ancora qui” ha concluso il suo show di quasi 13 minuti, in cui ha cantato 12 delle sue hit da “Tití Me Preguntó” a “Debí Tirar Más Fotos”. Durante l’esibizione, oltre a Lady Gaga, abbiamo rivisto una vecchia conoscenza, Ricky Martin, portoricano anche lui, che ha cantato “Lo que pasò a Hawaii” un brano che racconta il tramonto della tradizione culturale dell’arcipelago, “corrotto” dal turistificazione; un destino uguale a quello di Porto Rico, raccontato dall’album di Bad Bunny.

11 febbraio – Sauvignon Blanc di Rosalía
È uscito il videoclip di Sauvignon Blanc di Rosalia diretto da Noah Dillon, già artefice della copertina dell’ultimo album Lux. Il video racconta in modo semplice la solitudine, un viaggio di amore, devozione, perdita e determinazione, ha raccontato Noah, riproponendo nei visual elementi religiosi, che sono il leitmotiv del nuovo progetto musicale di Rosalia. L’artista a terra nel deserto rievoca una prostrazione religiosa, la macchina nera il viaggio, l’entità invisibile un amore soprannaturale e la macchina in fiamme alla fine del video il roveto ardente o La Pentecoste; l’idea che il fuoco purifica attraverso il giudizio. Un nuovo inizio attraverso le ceneri della comprensione.
20 febbraio – Ca$ino di Baby Keem
Ca$ino è il secondo album di Baby Keem che arriva a cinque anni di distanza da The Melodic Blue (2021). L’uscita è stata accompagnata da un documentario diviso in tre atti, della durata complessiva di una trentina di minuti, che racconta il contesto in cui Keem è cresciuto e che lo ha influenzato: la nascita a Los Angeles, il trasferimento a Las Vegas con la nonna e le zie, i beat e poi il rap come attività in cui trovare conforto. Una storia di riscatto che risuona nelle tracce dell’album come No Blame, insieme a James Blake, una lettera alla madre assente “Avevo 7 anni, ti aspettavo in pigiama / Dicevi che saresti tornata a casa, non avresti mai dovuto promettermelo” e in brani come Dramatic Girl e I Am Not a Lyricist, che si portano al livello delle produzioni di Aminé, di Tyler, the Creator o di André 3000 in equilibrio tra audacia e autoanalisi. Nell’album e nel documentario appare anche Kendrick Lamar, suo cugino e “angelo custode”, che rimane però in secondo piano, lasciando spazio a Baby Keem, che rivendica l’indipendenza e la qualità della sua musica a prescindere dalle parentele: “Non sono un lyricist / Sono solo un bastardello qui per sperimentare… Non sono qui per giocare con le parole, sono qui perché la mia voce venga ascoltata”.

27 febbraio – la serata migliore di Sanremo 2026
Il 24 febbraio è iniziata ufficialmente la “settimana santa” che oggi arriva a conclusione. Una settimana che, possiamo dire, a livello generale non ha paragoni con la conduzione e la direzione artistica di Amadeus. Nota lodevole per la serata dei duetti vinta da Ditonellapiaga e Tony Pitony, di cui abbiamo apprezzato soprattutto: il duetto padre e figlio tra Tredici Pietro e Gianni Morandi, l’ironia di Fulminacci con la Fagnani, il trio Colombre, Maria Antonietta e Brunori Sas e perché no anche l’energia seducente di Levante e Gaia… insomma ci siamo tirati un po’ su il morale per arrivare alla serata finale.

28 febbraio – La vittoria della 76esima edizione di Sanremo
Trionfa Sal Da Vinci alla 76 edizione del Festival; ed è una vittoria giusta nel panorama musicale un po’ monotono e nioioso di quest’anno. Ha vinto la canzone più in linea con l’anima di Sanremo, quella cross-generazionale, leggera, in cui l’amore trionfa sempre.
Non ci resta che ascoltarla in loop in qualsiasi radio e spazio pubblico per i prossimi mesi.

28 febbraio – i Brit Awards
E mentre all’Ariston ha trionfato Sal Da Vinci, la notte dei Brit Awards a Londra ha confermato la propria reputazione. A dominare la serata è stata Olivia Dean, che ha portato a casa quattro premi – artista dell’anno, album dell’anno, miglior pop act e canzone dell’anno per Rein Me In insieme a Sam Fender – consacrandosi volto soul-pop del momento. Tra i riconoscimenti più commentati, il premio alla carriera consegnato a Ozzy Osbourne, scomparso lo scorso anno, ritirato sul palco da Sharon Osbourne. Spazio anche alle nuove leve con Lola Young (breakthrough act) e al ritorno del rock con Wolf Alice (group of the year). Internazionale dell’anno per Rosalía, che ha condiviso il palco con Björk, mentre la canzone internazionale è andata a APT. di Bruno Mars e Rosé.
