È ormai più di un mese che balliamo sulle note dell’ultimo album dei Delicatoni. “Delicatronic” è il loro primo disco sperimentale, in cui i musicisti si allontanano dalle sonorità jazz del 2020 contenute nell’ EP “Margherita”, per entrare nel campo dell’elettronica. Il risultato è musica per le nostre orecchie e conferma che i Delicatoni non sbagliano mai un colpo, lasciandoci grandi certezze per i loro futuri lavori.

La visione esplorativa non si limita alla musica in senso stretto. Come le band dell’underground dei primi anni ‘70, i Delicatoni si cimentano in varie forme artistiche per comunicare con il proprio pubblico. Basta pensare alle particolari copertine degli album o all’allestimento degli spazi in cui si esibiscono.

Questi elementi, apparentemente secondari, si rivelano invece fondamentali nel costruire l’identità della band e nel creare una connessione più profonda con i fan. Le copertine, spesso realizzate in collaborazione con artisti grafici emergenti, riflettono il carattere audace e innovativo della loro musica, diventando veri e propri manifesti della loro evoluzione. Gli allestimenti, d’altro canto, sono pensati per trasformare i concerti in esperienze immersive, in cui ogni dettaglio, dalle luci ai video proiettati, contribuisce a raccontare una storia e a rendere unica ogni performance.

Abbiamo perciò sottoposto i Delicatoni alle nostre domande per scoprire quale sia la verità della loro arte. 

1. Qual è il motivo dell’utilizzo di diversi supporti multimediali nella vostra arte? E per quale fine?

L’idea è di creare un progetto multi-disciplinare nel quale la musica si mischia con altri elementi visivi per comunicare in modo più esteso. Cerchiamo di allineare la musica con altre arti, dal video, l’animazione, il design, la grafica e la danza per creare una sorta di Gesamkunstwerk Delicatone. 

2. Come reagisce il vostro pubblico alle varie forme di comunicazione? Avete notato dei cambiamenti nel feedback in base alla scelta del supporto?

Per adesso ci sentiamo ancora nella fase di sviluppo del ‘Delicamondo’ plurisensoriale. Stiamo sperimentando con diversi media ma sentiamo in generale che il pubblico sia felice quando si sente immerso e coinvolto dentro a un mondo, più fantasioso e giocoso.

3. Il nuovo album presenta l’artwork di Vittorio Dal Maso, il quale ha usato l’IA per tale creazione. Qual è stato il processo creativo e cosa ha portato alla scelta dell’utilizzo dell’IA?

La collaborazione di Vittorio dal Maso in Delicatronic nasce durante la residenza alla casa degli artisti a Milano. Vedevamo nel suo lavoro creativo la capacità di convertire magicamente in simboli il mondo ‘Delicatronic’. Cercavamo di abbracciare le tecnologie emergenti durante la residenza e per questo abbiamo visto un potenziale nell’uso dell’AI.

4. Quale concetto ha dovuto rappresentare l’artwork?

L’artwork esprime ‘Delicatronic’, ciò che esiste tra l’affetto umano e i circuiti elettrici.

5. C’è un mezzo di comunicazione che vi affascina, ma che non avete ancora avuto l’opportunità di esplorare? 

Ci sono molte idee, vorremmo espanderci nell’animazione 3D, nei cartoni animati. Alla casa degli artisti le nostre jam erano accompagnate da danza improvvisata ed erano emerse delle dinamiche molto interessanti. C’era una sorta di contaminazione reciproca che vorremmo riesplorare.

6. C’è un artista o uno stile visivo che vi ispira particolarmente?

Il mondo audio-visivo dei Gorillaz è sicuramente una grande influenza, così come quello dei Kraftwerk o i Daft Punk. Anche dal cinema c’è molta contaminazione dal realismo magico dell’Italia degli anni 60, i cartoni animati Beatlesiani degli anni 70 come The Point.

7. C’è un dettaglio nascosto o poco noto in una delle vostre copertine che vorreste svelare? 

Hmm la copertina del singolo “Il Sogno” dipinta da @goodboyevil passa spesso inosservata ma è un bellissimo ritratto delle cose delicate di questo mondo: una castello di carte, la clavicola, un fiore ecc

Il Sogno, Artwork di @goodboyevil

8. Quanto è importante l’elemento visivo nella rappresentazione della vostra musica?

Sono due lati della stessa medaglia che tentano di comunicare all’unisono la nostra storia.

In conclusione, I Delicatoni manifestano la dolcezza, le emozioni genuine invitando alla condivisione e all’empatia. I Delicatoni, perciò, non si limitano a creare canzoni, ma vogliono costruire relazioni autentiche con i loro appassionati. I Delicatoni sono quindi, letteralmente, delicati.

Non solo musica: gli aspetti artistici dietro “Delicatronic”