In occasione della sua ultima release “LEGGERO”, siamo entrati nei rullini di Ainè: nove scatti presi dall’ obiettivo che ci raccontano la pubblicazione del disco e gli ultimi lavori in studio.



“LEGGERO, la seconda parte del mio nuovo album per me significa riscatto, rinascita, significa chiudere gli occhi e tornare a respirare, significa riprendere in mano la mia vita, tornare a fare i concerti.
È la linea di confine che sancisce il passato con quello che andrò a fare nel mio futuro, anche in termini di sonorità, ci avviciniamo a qualcosa di nuovo, una nuova ricerca di suoni, di scrittura, più matura e consapevole”.
È così che Arnaldo Santoro, in arte Ainè, ci ha raccontato in breve il suo ultimo progetto che rappresenta la seconda parte del concept album che è uscita su tutte le piattaforme digitali l’11 ottobre.
Dal punto di vista sonoro, il progetto ha visto un ampliarsi di orizzonti, andando oltre il raffinato R&B che ha sempre caratterizzato l’artista, e abbracciando influenze elettroniche e del clubbing, con beat e groove riconducibili al mondo dance e deep house.




Con “LEGGERO”, Ainé offre un lavoro ricco di spunti e contenuti, evidenziando una notevole capacità di ricerca e sperimentazione, qualità non comuni nella scena musicale italiana. Questo EP rappresenta un invito ad attraversare le proprie tempeste interiori per riscoprire la luce e la leggerezza, testimoniando come, dopo un periodo di buio, sia possibile rinascere e guardare al futuro con rinnovata speranza.É il cammino che parte dal preannuncio del dolore fino ad arrivare alla scoperta dell’armonia tra l’ombra e la luce. Dodici brani per dodici mesi, dodici mesi per cadere e rialzarsi.
Se la prima parte, “Buio”, raccontava la perdita di direzione, delle certezze e il crollo delle fondamenta di quello che si era costruito. “LEGGERO” affronta la rinascita, la risalita da quel periodo buio ma anche il coraggio di guardare al passato così com’è senza volerlo cancellare.
Quasi tutte le tracce sono susseguite da degli outro, transizioni musicali che cullano l’ascoltatore da un mese ad un altro.