Il 7 marzo 1872 nasce ad Amersfoort – piccola cittadina dei Paesi Bassi – Piet Mondrian, tra i protagonisti dell’astrattismo geometrico del XX secolo.
L’esperienza artistica di Mondrian inizia con una tradizionale pittura di paesaggio: progressivamente le forme si semplificano e, attraverso influenze cubiste e simboliste, l’artista arriva all’astrazione totale. Il linguaggio visivo di Mondrian diventa presto uno dei più riconoscibili dell’arte moderna, in accordo con la sua teorizzazione. L’arte si fa non rappresentativa: secondo Mondrian, infatti, essa si muove su un piano completamente staccato dalla realtà, con cui non intrattiene alcun tipo di relazione.
Afferma l’artista che “L’arte è più alta della realtà e non ha alcuna relazione diretta con la realtà. Per avvicinarsi allo spirituale nell’arte, si farà il minor uso possibile della realtà, perché la realtà è opposta allo spirituale. Ci troviamo in presenza di un’arte astratta. L’arte deve essere al di sopra della realtà, altrimenti non avrebbe alcun valore per l’uomo”.
Linee e colori, in apparenza semplici, sono in realtà frutto di un complesso studio e di un’intensa ricerca estetica: il neoplasticismo – teorizzato da Mondrian nel contesto del movimento De Stijl – si impegna a superare la realtà visibile, basandosi su linee verticali e orizzontali, colori primari e bianco, nero e grigio. Ripercorriamo l’evoluzione artistica di Mondrian in sei delle sue opere più significative.
The Red Tree (1908)
Olio su tela, è uno dei dipinti più rappresentativi della serie legata agli alberi. Appartiene alla prima fase dell’esperienza artistica di Mondrian: il soggetto è ancora legato alla natura e alla rappresentazione del paesaggio, ma l’uso del colore e lo sviluppo delle forme mostrano i primi segni di una ricerca più profonda. In questo quadro è esplorato l’equilibrio tra movimento e staticità della natura.

Composition no. 10, Pier and Ocean (1915)
Rappresentativa della fase di transizione, l’opera riduce le trame del molo e del mare a linee brevi, orizzontali e verticali. È il primo dipinto in cui l’artista si serve esclusivamente di bianco e nero. Il punto di partenza rimane la realtà: appare però chiaro che l’interesse dell’artista è ormai oltre la rappresentazione del riconoscibile.

Tableau I: Lozenge with Four Lines and Gray (1926)
Realizzato durante il periodo parigino di Mondrian il dipinto, in formato a losanga, esplora il valore del ritmo e della proporzione attraverso variazione tonale e struttura ortogonale. L’opera anticipa la geometria rigorosa, e si muove verso una semplificazione sempre più radicale.

Composition II with red, blue and yellow (1930)
Una delle opere più iconiche del movimento neoplastico, rappresenta l’apice della ricerca di equilibrio, purezza e ordine, che si esplicita attraverso geometria e colore primario. Una griglia di linee nere verticali e orizzontali delimita rettangoli riempiti di bianco e colori primari. Linea, forma e colore sono gli elementi fondamentali della pittura.

New York City I (1942)
Le linee, colorate e più fitte, rendono alla perfezione il tessuto urbano della città e riflettono il ritmo della metropoli. Il dipinto è oggi al Musée National d’Art Moderne di Parigi; una versione incompleta del lavoro, esposta al Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen a Düsseldorf è stata per decenni esposta capovolta, accidente riconosciuto solo nel 2022.

Broadway Boogie Woogie (1942-43)
Quest’opera rappresenta il culmine della ricerca neoplastica, in dialogo con la cultura urbana e musicale di New York. Il titolo allude infatti al boogie-woogie, genere musicale afroamericano popolare all’epoca, che l’artista associava al dinamismo e alla vitalità della città: l’intreccio cromatico evoca il reticolo delle strade di Manhattan, e il movimento costante della vita urbana.
