Che si sia trattato di FOMO o di un vero processo di (ri)appropriazione della dignità di vivere i luoghi culturali, questa edizione della Milano Music Week ha visto un incremento di partecipazione del +16% rispetto alla precedente, contando un totale di oltre 70.000 presenze. Questo dato che s’inserisce in un’edizione particolarmente estesa: 138 appuntamenti ufficiali (+64,3% rispetto al 2024) curati dalla direzione artistica di Nur Al Habash e più di 300 eventi complessivi ospitati in teatri, musei, spazi pubblici, locali ed interi quartieri. Milano ha accolto il cuore del music business, la si è trasformata in una piattaforma continua di showcase e dj set.
L’Opening e il Closing Party della Milano Music Week
Accanto ad aree strutturate come Palazzina Appiani, la Triennale o i Dazi dell’Arco della Pace, che hanno registrato sold out sia per l’Opening Party con Sarah Toscano che per il Closing Party con Giorgio Poi, accompagnato da un quartetto d’archi ed Emma Nolde, progetti come Periphonic o il coinvolgimento di listening bar e negozi di dischi hanno ampliato ulteriormente la geografia di spazi attivi durante la settimana, in un moltiplicarsi di luoghi d’incontro ed ascolto.





I locali milanesi a sostegno della Milano Music Week
A completare questa rete culturale si è mosso anche un fitto tessuto di locali milanesi, che ha sostenuto una programmazione speciale lungo tutta la Music Week, tra questi: Ostello Bello, Hard Rock Cafe Milan, ARCA, Santeria Toscana 31, Arci Bellezza, il California Bakery Garden & Lounge in collaborazione con La Ragione, Cascina Cuccagna, Mare Culturale Urbano, Arci Biko, Detune, Bachelite cLab, Est Bar, La Redazione di Scomodo e Mosso. Una vera costellazione di spazi che ha trasformato la settimana in un circuito urbano, capace di collegare luoghi e comunità diverse, e di restituire l’immagine di una Milano dinamica ed attenta alle questioni più attuali e scottanti.


Il Linecheck Music Meeting & Festival
È in questa vibrazione generale che s’innesta il Linecheck Music Meeting & Festival, che ha chiuso l’edizione 2025 superando le 5.000 presenze e rafforzando la percezione, ormai diffusa tra addetti ai lavori e artisti internazionali, che a Milano esista uno dei poli più credibili della nuova geografia musicale europea.
BASE Milano è stata infatti attraversata da oltre 1.500 delegate e delegati – di cui 300 speaker – e oltre 70 artisti provenienti da quindici Paesi, dando vita a un ecosistema che raramente si trova in Italia: internazionale, informale quanto basta, ma estremamente consapevole dei temi che fanno oggi tremare l’industria.


Le quattro direttrici – Act in Synch Edition, Synch Summit, Live Arts Summit –FAROUT Edition e Music Tech – attorno le quali si è articolato il programma (dalla sostenibilità ai nuovi linguaggi dell’audiovisivo, dal live contemporaneo alle tecnologie emergenti) hanno portato un livello di discussione alto ma accessibile, mentre le Matchmaking Sessions hanno mostrato con evidenza ciò che Linecheck è diventato: non un luogo in cui “si parla di musica”, ma uno spazio in cui la musica si progetta davvero, grazie a una rete di relazioni che quest’anno ha incluso anche Music Tech Europe Academy, OpenMusE e progetti europei che guardano all’audio immersivo.


La scena musicale e il Career Day del Linecheck
Sul fronte artistico, il festival ha unito debutti, anteprime e traiettorie laterali: da Lucy Railton all’Auditorium San Fedele, all’alternative jazz di Rita Payés, dalla voce magnetica di Judeline a performance più sperimentali come Oliv Oliv o Julek Ploski, passando per una scena clubbing solida con Joy Orbison, Sega Bodega, James K, Kompromat e Nick León. Parallelamente, la collaborazione con ROBOT Festival ha aggiunto un asse Milano-Bologna sempre più significativo. E mentre tutto questo accadeva, il Career Day realizzato in collaborazione con la Music Week raccoglieva centinaia di under 30 desiderosi di trovare un punto d’accesso nell’industria, restituendo a Linecheck anche un ruolo sociale concreto. L’impressione finale è che tra le molte realtà che hanno animato la Milano Music Week, Linecheck sia, oggi, quella che più di tutte costruisce un discorso, non limitandosi a raccontare dove la musica stia andando, quanto provando a metterne in scena le possibili direzioni.