Questo gennaio si è svolta la Milano Home, una fiera il cui obiettivo è quello di mettere in contatto gli elementi dell’intera linea di produzione di un oggetto: dai produttori, passando per gli artigiani e i designer, fino ai distributori. Divisa in quattro padiglioni – Elements, Mood, Taste e Vibes – la fiera riesce a mettere d’accordo clienti di ogni tipo e di ogni età.
Ogni oggetto esposto al padiglione Elements nasce dall’incontro tra due mondi: quello del designer e quello dell’artigiano. Nel mese di gennaio, il padiglione Elements ha celebrato l’artigianato italiano, offrendo a maestri e creativi emergenti l’occasione di mostrare i propri lavori. Alcuni hanno collaborato con designer professionisti, altri, più giovani o indipendenti, hanno curato sia l’ideazione sia la produzione dei pezzi.
La manifestazione si è concentrata sul rapporto tra artigiani e materia, unendo tradizione e sperimentazione applicati a materiali di ogni genere.

La pietra a Milano Home: memoria e materia
La pietra, con la sua lunga storia e forza visiva, ha avuto un ruolo centrale alla fiera. Lo studio GUMdesign, con il progetto “La Casa di Pietra”, ha celebrato questo materiale in tutte le sue forme. L’iniziativa, grazie alla contribuzione di numerosi artigiani italiani esperti in diverse discipline, fonde pietre locali, tra cui marmo, pietra lavica e onice, con materiali come cuoio, legno e metallo.
“La Casa di Pietra” è stata anche un laboratorio di talenti emergenti. Studenti dell’Università di Pisa, guidati dallo studio, hanno creato 12 collezioni integrate nel progetto, supportati dall’Associazione Le Donne del Marmo, che ha messo a disposizione la propria esperienza per la produzione dei pezzi.



Il legno a Milano Home: versatilità e sostenibilità
Il legno è un materiale estremamente versatile, capace di trasformarsi in base alla lavorazione. Lo studio di Nicola Tessari ha scelto di valorizzare l’autenticità della materia, puntando sull’unicità di ogni pezzo interamente fatto a mano. Ogni oggetto riflette le caratteristiche naturali del legno utilizzato, rendendo ogni elemento unico e irripetibile.
Diverso è l’approccio di EFFEGIDUE, che trasforma il legno di betulla in pannelli, che vengono poi assemblati in modo da creare forme sinuose e moderne. La tecnica permette di esplorare geometrie insolite ed eleganti senza perdere la percezione naturale del materiale.Infine, Barriqade, noto per il recupero creativo delle botti di vino esauste, ha collaborato a “La Casa di Pietra”. Le botti prendono una nuova vita, in cui venature e tracce dell’uso precedente entrano a far parte integrante delle loro collezioni.


La ceramica: tra tradizione e innovazione
La ceramica, materiale antichissimo, si conferma protagonista della sperimentazione. Gli studi POEMI e Metakeramos continuano la tradizione della manifattura artigianale, realizzando pezzi in cui imperfezioni e dettagli diventano parte sostanziale del design. Ogni oggetto unisce un design senza tempo con funzionalità, durabilità e rispetto per la natura, in quanto parte del loro impegno è indirizzato verso il riutilizzo degli scarti.Al contrario, Fluente ha scelto un approccio innovativo, sfruttando la stampa 3D per la ceramica. Questa tecnologia consente di realizzare intrecci e pattern impossibili da ottenere con metodi tradizionali. Le loro collezioni, anch’esse integrate nella “Casa di Pietra”, mostrano come la tecnologia possa manipolare con la materia, ampliando le possibilità espressive del design.




Materiali alternativi: creatività senza limiti
Alcuni artigiani hanno scelto di spingersi oltre i materiali classici, esplorando soluzioni sorprendenti e inaspettate. Angelo Lussiana, per esempio, trasforma il cartone in oggetti eleganti e funzionali: vasi, lampade, accessori, persino tavole. La sua esperienza e conoscenza della materia gli permettono di creare forme stabili e innovative. Alcune delle sue opere hanno trovato spazio nella “Casa di Pietra”, con l’unione al marmo, mostrano come due materiali completamente diversi possono lavorare insieme e creare forme raffinate.
Un altro esempio è NEO design di Rosanna Contadini, che ha portato una collezione realizzata in gomma. Fili di spessore diverso sono stati utilizzati per creare gioielli, ceste e borse, resistenti e dall’aspetto sorprendente.
Harmonatural, invece, riduce gli sprechi producendo piccoli oggetti in resina, nati come contenitori riutilizzabili per le loro candele naturali, ma adattabili ad altre funzioni secondo le esigenze del cliente.


Un palcoscenico per l’artigianato
Il padiglione Elements ha rappresentato il cuore della fiera, offrendo agli artigiani una piattaforma in cui la loro abilità poteva essere mostrata, sfruttando anche nuove tecnologie e nuove conoscenze tipiche del design contemporaneo. La manifestazione ha ricordato quanto sia importante il “made in Italy”, non solo come marchio, ma come espressione di creatività e rispetto per i materiali, e ha mostrato come il mondo del design possa essere un luogo dove nuovo e antico possono unirsi per creare qualcosa di unico.