Il 30 aprile 2025 Tyler, The Creator salirà sul palco del Forum di Assago con Lil Yachty e Paris Texas in apertura. Unica data per il pubblico italiano, che negli anni ha imparato ad amare il rapper di Los Angeles non solo per la sua musica, ma per la sua capacità di trasformare ogni progetto in un universo a sé. Peccato che i biglietti siano andati sold out in una manciata di minuti. Chi non ce l’ha fatta a prenderli resta a casa, con le cuffie, il cuore spezzato e Chromakopia in loop.

Un artista che cambia pelle: Tyler Okonma è molto più che un rapper, è performer, designer, attore, producer e narratore visivo. Ogni suo album è una nuova identità. Dopo l’outfit pastello, caschetto biondo, occhiali da sole, IGOR è un personaggio bizzarro il cui silenzio viene rotto da urla strazianti, arriva l’eleganza da jet-set anni ’60 di Call Me If You Get Lost. Chromakopia è invece, la sua svolta dark: un concept dall’estetica horror-noir, pubblicato lo scordo 28 ottobre e anticipato da due singoli fortemente simbolici, St. Chroma e Noid. Un disco che parla di crescita, memoria e spaesamento, raccontando cosa significa diventare adulti senza smettere di essere se stessi.

Il nuovo alter ego di Tyler si muove come un fantasma metropolitano tra green screen, marce funebri e container che esplodono. Il tutto ha il sapore acre, ma ha qualcosa anche del teatro dell’assurdo. Il verde – colore dominante della nuova era – sembra un’eco visiva del chroma key cinematografico, ma anche il contrario cromatico del rosa di IGOR. La trasformazione è netta, ma mai gratuita. Chromakopia è Tyler che diventa trentenne e la sua forza risiede anche nei testi. Alcuni pezzi parlano chiaramente della difficoltà di crescere: Tyler ha 33 anni, osserva i coetanei fare figli e mettere su famiglia mentre lui prende peso, scopre peli grigi sul petto e compra una Ferrari per combattere il vuoto. In un listening party all’Intuit Dome di Los Angeles ha dichiarato: “La vita sto evitando. Ora capisco di che cazzo parlava mia madre.”

Quella tensione tra giovinezza e maturità attraversa tutto l’album, dove il flow aggressivo convive con riflessioni malinconiche. Il dualismo tra passato e futuro, tra Tyler e i suoi personaggi, è sempre più stratificato.

Per chi lo ama da anni – da Bastard, passando per Wolf e Cherry Bomb, fino alle vette di Flower Boy – il live di Assago è l’occasione per vedere dal vivo un artista che non ha mai smesso di reinventarsi. Resta una amara delusione per chi non ce l’ha fatta ad accaparrarsi un biglietto, andati sold out in pochi minuti dalla messa in vendita, e resterà fuori.

Ma anche se molti non vedranno Tyler dal vivo, Chromakopia è un’esperienza totale che riesce a vivere anche in cuffia. È l’opera più visionaria, cinematografica e personale che abbia mai pubblicato. Un flusso continuo, con brani che si legano tra loro come scene di un film. I dettagli sono ovunque: dal beat paranoico di Noid alle atmosfere jazzate di Darling I, passando per le collaborazioni di peso come Daniel Caesar nei vocals eterei di St. Chroma.

Tyler, The Creator non è mai stato così in forma. E anche se il palco del Forum lo vedremo solo su Instagram, possiamo consolarci sapendo che la sua musica – come sempre – è un mondo in cui entrare, esplorare e perdersi. Fino al prossimo alter ego.

I brani di Tyler, The Creator da sentire prima del live del 30 aprile