Il tema della percezione contemporanea del tempo è al centro dei più interessanti dibattiti culturali dei nostri giorni. In un mondo che va sempre più veloce, come si articola la relazione tra l’uomo e lo scorrere dei minuti?
Entra in questo dibattito il Museo dell’Automobile di Torino, che, in occasione del quarantennale del primo film della saga di Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis, ha inaugurato una mostra che indaga il tempo come esperienza, simbolo e materia artistica: Ritorno al Futuro – Prototipi di Tempo.

Il progetto, un ibrido che si muove tra cinema, design automobilistico e arte contemporanea, è visitabile dall’1 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026. Gianluigi Ricuperati, curatore della mostra, ha ideato un percorso che esplora in particolare la relazione tra due degli oggetti di design di massa più iconici: gli orologi e le automobili. La celebrazione dell’anniversario di uno dei film simbolo degli anni Ottanta, in cui l’automobile si trasforma letteralmente in macchina del tempo, diventa occasione di riflessione sull’esperienza umana e sul rapporto tra modernità e tempo.
L’esposizione si divide in due parti, due momenti distinti ma complementari di sviluppo del tema; nelle parole del curatore “La mostra che state per vedere ne contiene due, speculari eppure connesse, legate e insieme distinte, accomunate da un tema che le unisce: la meccanica del tempo e dello spazio, e ciò che permette di attraversarli. Mentre la ‘macchina del tempo’ rimane una chimera scientifica, la cultura del viaggio nel tempo ha permeato tutta la nostra vita, soprattutto per mezzo del continuo ricorso a immagini e dati del passato che i social media e il cosmo digitale ci impone quotidianamente. È come se il tempo avesse insieme rallentato e accelerato”.



La prima parte vede protagonista la ben nota DeLorean DMC-12 del 1981, disegnata da Giorgetto Giugiaro, a cui si accompagnano figurini e oggetti provenienti dall’Archivio Italdesign, che raccontano il processo creativo e l’idea dietro ad una vettura che è diventata espressione estetica di un’epoca, e che continua ad essere fonte di ispirazione per tutti i car designer. A completare l’esposizione, una serie di oggetti di scena e materiali di lavorazione del film, parti fondamentali della “macchina del tempo”.


© Anri Sala, VG Bild-Kunst, Bonn.
Courtesy Studio Anri Sala
2. ANRI SALA – Suspended (IVii), 2024
© Anri Sala, VG Bild-Kunst, Bonn.
Courtesy the Artist and Marian Goodman Gallery
Nella seconda parte l’artista albanese Anri Sala indaga la sospensione del tempo in Suspended, una serie di dodici opere – dodici come le ore sul quadrante di un orologio – qui per la prima volta esposte insieme. È attraverso questi lavori che Sala riflette su temi come la percezione soggettiva, la fluidità dello scorrere del tempo e la caducità dell’esperienza umana. Si tratta di disegni digitali molto particolari, vere e proprie ricerche sul rapporto tra spazio e tempo, tra ciò che vediamo e l’invisibile scorrere delle ore e dei minuti.