Negli ultimi anni abbiamo visto artisti lanciare marchi beauty, collezioni moda e linee di bevande. Dua Lipa ha scelto un’altra strada. Dopo aver costruito intorno a Service95 una comunità di lettori, podcast e newsletter dedicate alla letteratura contemporanea, la cantante britannica ha deciso di trasformare quel progetto in uno spazio fisico, aprendo una biblioteca dedicata ai libri censurati.
Si chiama Manifesto Library ed è stata inaugurata il 27 giugno da Dua Lipa all’interno della storica Livraria Lello, una delle librerie più celebri d’Europa. La biblioteca nasce in occasione del festival letterario BABELL – City of Books e rappresenta la prima sede permanente del progetto Service95 Book Club.
Ma non si tratta di una biblioteca qualsiasi.





Un santuario dedicato ai libri scomparsi
Gli oltre cento volumi selezionati sono accomunati da un elemento preciso: sono libri che, in momenti diversi della storia, sono stati censurati, vietati, rimossi dalle biblioteche o contestati perché affrontavano temi come libertà di espressione, identità, razzismo, sessualità o dissenso politico. I titoli sono organizzati attorno a quattro grandi parole chiave – Power, Control, Voice e Memory – trasformando la biblioteca in un luogo di riflessione oltre che di consultazione.
“Quando ho fondato il Service95 Book Club, speravo diventasse una casa per lettori e scrittori ovunque si trovassero”, ha raccontato Dua Lipa. “Questa biblioteca è un santuario dedicato ai libri scomparsi, agli autori il cui coraggio smaschera le strutture di potere e controllo e ai lettori che si rifiutano di sentirsi dire quali libri possono leggere”.


Manifesto Library di Dua Lipa ridà voce ai manifesti censurati
Tra gli scaffali trovano posto opere di Margaret Atwood, Salman Rushdie, Olga Tokarczuk e Reginald Dwayne Betts, autori che in modi diversi hanno raccontato il rapporto tra libertà, memoria e potere. La scelta arriva in un momento storico in cui il tema della censura è tornato centrale: solo negli Stati Uniti, nel 2023, migliaia di libri sono stati rimossi o contestati nelle scuole e nelle biblioteche pubbliche, mentre in numerosi Paesi scrittori e giornalisti continuano a essere perseguiti per ciò che pubblicano.

La Manifesto Library rappresenta anche l’evoluzione naturale di un percorso iniziato anni fa. Con Service95, Dua Lipa non si è limitata a suggerire libri ai propri fan, ma ha costruito uno spazio editoriale fatto di interviste, newsletter e conversazioni con alcune delle voci più importanti della letteratura contemporanea. La biblioteca rende fisico quel progetto, trasformando una community digitale in un luogo d’incontro permanente.


In un momento in cui la velocità dei social sembra dominare ogni forma di consumo culturale, la scelta di investire in una biblioteca assume quasi il valore di una dichiarazione. Non un luogo nostalgico, ma uno spazio in cui la lettura torna a essere un gesto collettivo e, forse, anche politico.
Perché, come suggerisce la stessa Dua Lipa, a volte l’atto più sovversivo non è scrivere un manifesto. È semplicemente leggere un libro e parlarne.