All’interno dei nuovi spazi BiM – Dove Bicocca Incontra Milano, il progetto di rigenerazione urbana nato nel cuore del quartiere milanese, è terminata la mostra “Le luci e gli amanti”, curata da Davide Giannella con il supporto di Greta Pasini.

La mostra ha fatto da sfondo e da contenitore per il progetto editoriale prodotto da BMB per l’artista e cantante Ginevra

La mostra si lega fortemente all’identità e alla missione del BiM: un luogo pensato per far convivere lavoro, creatività, tempo libero e cultura: situata al piano terra dell’edificio Pirelli 10, rappresenta un tributo diretto alla figura di Robert Rauschenberg e alla sua idea dell’arte come processo collettivo, espressa nel suo progetto di Miart 2025. In particolare, si ispira al tema “Among Friends”, che intitolava la grande retrospettiva dell’artista statunitense al MoMA nel 2017, e che oggi trova una perfetta declinazione nel contesto urbano e progettuale del BiM.

L’allestimento è firmato dal collettivo SPECIFIC – composto da Patrick Tuttofuoco, Nic Bello, Alessandra Pallotta, Andrea Sala e Stefano D’Amelio – che ha ideato cinque corpi illuminanti site-specific, capaci di dialogare con le opere degli artisti presenti. La luce, più che un semplice elemento tecnico, diventa medium di relazione e interpretazione, grazie anche all’apporto di una rete installativa che attraversa e collega simbolicamente tutto lo spazio, ridefinendo il rapporto tra ambiente, opera e spettatore.

Come suggerisce il titolo “Le luci e gli amanti”, l’esposizione mette in scena una tensione crescente che si staglia tra la razionalità e l’affettività: da un lato la geometria, la precisione del design, la chiarezza della luce; dall’altro, l’intimità, il sentimento, la relazione – ciò che tiene uniti come, per esempio, la comunità che si trova a condividere uno stesso spazio.

In mostra sono state presentate le opere di artisti affermati e giovani emergenti che hanno contribuito a questo racconto collettivo e corale. Tra i nomi coinvolti:

Corrado Levi, architetto, artista e teorico, la cui ricerca interroga la relazione tra spazio urbano e comportamento sociale;

Costanza Candeloro, che lavora tra testo, linguaggio e femminilità con un’estetica sottile e politica;

Andrea Romano, noto per le sue sculture e disegni che giocano con la trasformazione percettiva delle forme;

Stefania Carlotti, artista emergente con uno sguardo attento alle dinamiche corporee e collettive;

Alessandro Di Pietro, che costruisce narrazioni speculative e ambienti distopici attraverso installazioni complesse;

Valerio Nicolai, che riflette sull’illusione visiva con dipinti e oggetti inaspettati;

-Il collettivo Industria Indipendente, attivo tra teatro e arti visive, con progetti che indagano il desiderio, l’identità e la trasformazione.

In questo contesto, l’arte si fa strumento di attivazione di uno spazio condiviso, dove le tensioni tra individuo e collettività, tra forma e sentimento, tra luce e presenza si manifestano in una coreografia delicata e coinvolgente. Uno spazio all’avanguardia, dove le dinamiche di condivisione, coesione, relazione, vengono messe, per l’appunto, in luce e si influenzano vicendevolmente. La cultura artistica diventa così il mezzo che accompagna, in un dialogo sospeso nel non detto, il design in rapporto alla comunità circostante.

“Le luci e gli amanti” è definibile quindi come un’esperienza sensoriale e affettiva, che ha restituito al pubblico il piacere di vivere l’arte come incontro, come momento sospeso tra corpo e sguardo, tra materia e immaginazione. La condivisione del medesimo luogo permette infatti la coesistenza di entrambe le parti, diventando costruttivo e di ispirazione.Un omaggio alla coesistenza e alla possibilità, ancora concreta, di fare comunità attraverso la cultura.

Le luci e gli amanti: arte e affetto accendono il BiM