Nel giro di poche settimane, gli scorsi mesi, il suolo italiano ha ospitato due concerti molto attesi e chiacchierati: parliamo dell’acclamatissimo “The Mayhem Ball Tour” di Lady Gaga, andato in scena all’Unipol Forum di Milano il 19 e 20 ottobre e del “The Lifetimes Tour” di Katy Perry, che ha raccolto i fan nell’Unipol Arena di Bologna il 2 novembre. Due artiste che, appena una quindicina di anni fa, si contendevano la corona di nuove regine del pop, e che invece ora appaiono in due fasi molto distanti della loro carriera. Partendo da qui, vogliamo farci una domanda: il confronto tra le due cantautrici può aiutarci a capire qualcosa di più sul mondo delle pop star e su cosa possa influenzare un percorso artistico?

La capacità di lasciare il segno: l’immaginario di Lady Gaga e Katy Perry

Muovendoci dal particolare al generale, ragioniamo sulle storie e sulla percezione delle due cantanti. Tra il 2008 e il 2009, la hit Just Dance ha presentato Lady Gaga al mondo come esponente di un dance-pop personalissimo, accattivante e sempre in bilico sul sottile confine tra ironia e perturbazione. Innovativa e dirompente, ha consolidato in breve il suo stile intenso, al limite del macabro, mescolando riferimenti pop a personaggi biblici o infernali. 

Il 2008 è stato anche l’anno di debutto di Katy Perry: una cantautrice dalla penna spigliata, ironica, diretta, che ha incarnato ben presto una fantasia dai colori accesi e dai ritmi incalzanti, tra canzoni giocose e altre più introspettive, come una ventata d’aria fresca e divertente.

Entrambe hanno comunque creato un immaginario incisivo ed entrato a far parte della cultura pop globale. Un esempio chiarisce la forza iconografica delle due, come anche le loro differenze: il video di Bad Romance di Lady Germanotta termina con lei distesa nel letto di fianco ad uno scheletro incenerito mentre scintille escono fuori da un reggiseno metallico; anche Perry appare nelle ultime scene del video di California Gurls indossando un reggipetto particolare – il suo, però, spruzza ammiccante panna montata.

Mayhem Ball e Lifetimes Tour: come è cambiata la percezione delle di Lady Gaga e Katy Perry? 

Ora, nel 2025, le due popstar sono percepite in modo nettamente diverso: Lady Gaga è sinonimo di artisticità pura; il suo talento, sia vocale che da performer, è riconosciuto all’unanimità, così come la sua versatilità. In questi anni l’abbiamo vista passare dagli album più dance al jazz, così come dalla musica al cinema, tra alti, bassi e anche un rallentamento dovuto ai problemi fisici: un’artista dalle mie anime, che sa trasformarsi pur mantenendo un livello qualitativo sempre alto, e, soprattutto, che sembra avere in ogni occasione tanto da raccontare. Il suo Mayhem Ball è un’opera pop intensa, travolgente, carica di significati e di spettacolarità: in uno scontro-incontro con le differenti versioni di se stessa, Gaga lega i suoi più grandi successi e i brani del suo ultimo album nominato ai Grammy Mayhem in un vortice di voce, ballo, costumi, recitazione e ricerca della serenità interiore. È più sicura che mai di chi è, personalmente e artisticamente, e perfettamente presente a se stessa.

Katy Perry invece appare da qualche tempo un po’ persa e affaticata, complici scelte fortemente criticate, come quella di continuare a collaborare con il producer Dr. Luke, accusato tempo addietro dalla cantante Kesha di molestie sessuali, o come il viaggio nello spazio nella missione “femminista” sponsorizzata da Jeff Bezos; ma anche sul livello musicale sembra che il patto con gli ascoltatori si sia rotto: i suoi lavori più recenti sono passati abbastanza in sordina, parliamo di Smile e 143. Nel suo The Lifetimes Tour, l’artista si rivela perfettamente in grado di costruire uno spettacolo capace di intrattenere, divertente, dimostrando forza e resistenza non solo vocale, ma anche fisica, tra capovolte in aria ed altre acrobazie suprops inusuali. Un po’ singolare, il concept: quello di un videogioco in cui un’entità maligna ha rubato tutte le farfalle del mondo, rendendolo un luogo apocalittico, e in cui la cantante è la prescelta per ritrovare il “cuore” e far vincere il bene.

Avvertire l’autenticità: il nocciolo della questione

Ed ecco il nocciolo della questione: Lady Gaga è riuscita a rimanere coerente pur mutando continuamente forma, perché ciò che lei fa è avvertito come autentico, come espressione genuinamente artistica di un bisogno interiore. Katy Perry ha forse puntato più sull’idea di creare immaginari pop attraenti, plasticosi, forti, fino a che probabilmente questi non sono più stati in grado di stuzzicare la fantasia del pubblico, rimanendo, agli occhi dei più, un involucro, che è iniziato ad apparire camp (nel senso di kitsch consapevole) e fine a se stesso, oscurando la parte cantautoriale che pur siamo convinti rimanga nella produzione dell’artista (e come sembra riemergere nel recentissimo singolo Bandaids, in cui racconta la sofferenza per la fine della sua relazione).

La percezione della genuinità è tutto: riflessioni sulla figura della pop star

I percorsi delle due icone degli anni 2010 fanno emergere diverse riflessioni sulle pop star. Innanzitutto, dimostrano come, anche nella musica che svetta in cima alle classifiche commerciali, il pubblico sia sensibile – forse persino inconsciamente – a discorsi di autenticità e verità artistica: un giudizio di massa che influenza la percezione e il successo stesso di un progetto musicale. 

In secondo luogo, le strade delle due si sono discostate soprattutto negli ultimi anni, in uno showbiz completamente rivoluzionato rispetto a quello in cui erano emerse. Nel 2008 il mondo del pop aveva come punte di diamante voci potenti come Rihanna e Beyoncè; internet iniziava a rendere l’accesso alla musica più democratico, con i primi social e piattaforme – iTunes e Vevo/YouTube su tutti – ma il pubblico riceveva ancora in parte i prodotti musicali con l’intermediazione dei media generalisti, tra video trasmessi su MTV e i magazine per teenager. Ad essere veramente famosi erano pochi nomi, ma con la certezza di essere conosciuti e lasciare il segno in tutto il globo. 

L’ingresso dello streaming e dei social nella vita quotidiana ha cambiato tutto questo: gli ascoltatori sono liberi di scoprire, di venire a conoscenza di meccanismi una volta nebbiosi e di scegliere. La potenzialità di imprimersi nella memoria collettiva è inferiore: la costruzione di un immaginario potente e coerente è una leva importantissima per emergere, così come per la viralità e il risultato commerciale, ma è la sostanza il discrimine con cui si determina il successo a lungo termine. 

Il confronto tra le carriere di Lady Gaga e Katy Perry dimostra come una pop star nel 2025, per continuare ad essere vincente, non deve lasciar perdere glitter ed effetti speciali, ma deve saperli usare per rivestire la sua genuinità, continuando a comunicarla e a renderla fondante della propria figura artistica.

Lady Gaga e Katy Perry: il confronto che ci insegna l’autenticità nel pop