Lacoste per Djokovic al debutto al Roland Garros 2026, ha scelto di presentarlo sul Court Philippe-Chatrier con una giacca statement che in pochi secondi ha monopolizzato l’attenzione del torneo. Nessuna borsa griffata in evidenza, nessun accessorio spettacolare: solo un capo esclusivo, costruito attorno al design del campo da tennis in terra rossa e un simbolo preciso e personale. Un lupo.


La giacca, realizzata appositamente da Lacoste per il campione serbo, abbandona completamente l’immaginario tradizionale del tennis “old money” per avvicinarsi a qualcosa di più identitario e narrativo. La silhouette richiama quella di un bomber oversize quasi scultoreo, costruito nelle tonalità calde della terra rossa del Roland Garros, interrotte da dettagli bianchi che ricordano le linee del campo. Sul retro, invece, compare il profilo scuro di un lupo: un’immagine potente, quasi totemica, lontanissima dall’estetica pulita e prevedibile associata solitamente al brand francese.


Il significato del lupo di Lacoste per Djokovic
Non è la prima volta che Lacoste gioca con il proprio iconico logo attraverso collaborazioni con Djokovic. Negli anni il coccodrillo è già stato reinterpretato in versioni più ironiche o sartoriali, ma qui il discorso sembra diverso. Meno marketing, più dichiarazione personale.
Dopo la vittoria contro Giovanni Mpetshi Perricard, allo stesso Djokovic è stato chiesto il significato del simbolo sulla schiena. La sua risposta ha chiarito immediatamente il tono del progetto: «Il lupo è da sempre il mio animale guida. È il protettore del mio popolo, dei serbi e, più in generale, delle popolazioni dei Balcani». Un riferimento che trasforma la giacca in qualcosa di più di un semplice capo da ingresso in campo: quasi un manifesto identitario.

Il pezzo è stato sviluppato insieme a Pelagia Kolotouros, direttrice creativa di Lacoste, che continua il lavoro di riposizionamento estetico del brand tra heritage sportivo e linguaggio contemporaneo. Non a caso la maison ha condiviso sui social diversi contenuti dedicati alla lavorazione della giacca, raccontandola come un incontro tra innovazione, artigianato e performance. «Ispirata ai toni, alla texture e all’energia della stagione sulla terra», si legge nella caption pubblicata dal brand, la creazione nasce per riflettere «l’intensità, il movimento e l’emozione del torneo parigino».
Lacoste linguaggio estetico e narrativo dello sport
Ed è interessante come tutto questo arrivi in un momento in cui Lacoste sta ridefinendo sempre più chiaramente la propria immagine culturale. Negli ultimi anni il brand ha smesso di essere soltanto un simbolo del tennis classico per diventare un marchio che utilizza lo sport come linguaggio estetico e narrativo.
Lo dimostra anche il nuovo capitolo della campagna Life is a Beautiful Sport, firmata da BETC Paris e diretta da Fredrik Bond. Nel film, una protagonista attraversa Parigi correndo tra strade e giardini al ritmo di Paris Latino, fino ad arrivare al Roland Garros come ball girl accanto allo stesso Djokovic. Ma il vero twist è che l’attenzione finale non resta sulla partita: si sposta su di lei, sul movimento, sull’attitudine, sull’eleganza quotidiana. Lo sport diventa sfondo culturale più che competizione.
In questo senso, la giacca con il lupo sembra inserirsi perfettamente nel nuovo corso Lacoste. Non un semplice look virale da torneo, ma un oggetto che usa moda e sport per raccontare appartenenza, memoria e carattere. E forse è proprio questo il dettaglio più interessante: in un panorama sportivo sempre più standardizzato, Djokovic continua a costruire la propria immagine fuori dalle regole del tennis tradizionale. Anche attraverso una giacca.
Foto di Lacoste