Mercoledì 6 maggio Tredici Pietro ha smesso di essere un uomo che cade, è stato l’Alcatraz a cadere ai suoi piedi. Il suo “Non guardare giù” tour nei club è appena cominciato e abbiamo avuto la fortuna di assistere alla sua data a Milano, città di adozione del rapper bolognese.
Pietro Morandi ha 29 anni e da otto anni prosegue con il suo progetto urban sotto lo pseudonimo di Tredici Pietro: per anni è stata una sorta di maschera per allontanarsi dalla sua famiglia, il cui nome non è di certo indifferente alla discografia italiana, ma era anche un modo per allinearsi alla scena trap del 2018.



Il live di Tredici Pietro
Che Pietro non sia solo il figlio di Gianni Morandi si sapeva da un pezzo, ma bisogna riconoscergli che non è più il Piccolo Pietro di Pizza e fichi. Il flow è maturato, ma ciò che mi ha sorpreso di più è stato il controllo vocale e l’intensità dell’intonazione, impeccabile per tutta la durata del concerto. L’accompagnamento della sua band, con Fudasca alla chitarra, rappresenta l’evoluzione raggiunta in “Non guardare giù”, che pende verso un hip hop più maturo e introspettivo.
IRBIS, Mecna, Juli e Lil Busso sono stati i graditi ospiti della serata, anche se ammetto di aver sperato di sentire TEMPESTA live anche con gli PSICOLOGI, ma l’energia travolgente di Tredici Pietro ha compensato la mancanza.



Un saluto ai suoi “regaz”
Chiaramente la platea era rumorosa su “uomo che cade”, il singolo che ha portato in gara all’ultimo Festival di Sanremo, ma anche sulle canzoni andate virali come LikethisLikethat e Che Gusto C’è con Fabri Fibra.
Con una dedica alla sua città sulle barre di “BOLO”, Pietro ha concluso la data milanese con “verità”, il suo lato più intimo e cantautorale, per poi salutare i suoi regaz.





Quindi no, Pietro, non guardare più giù perché è arrivato il momento di volare.
Foto a cura di Greta Semenzato