La Sagrada Família è la chiesa più alta del mondo: il 20 febbraio 2026 – a 144 anni dall’inizio dei lavori di costruzione – è stata completata la Torre del Gesù, che raggiunge i 172,5 metri di altezza. Con l’installazione della croce sommitale la basilica catalana diventa l’edificio religioso più alto al mondo, e anche il punto più elevato della città di Barcellona, di cui domina lo skyline e di cui è simbolo indiscusso. 

La cerimonia ufficiale di inaugurazione della torre – la più alta delle diciotto previste nel progetto di Antoni Gaudí – è fissata il 10 giugno 2026, in occasione del centenario della morte dell’architetto (avvenuta, appunto, il 10 giugno 1926), e sedici anni dopo la consacrazione della chiesa, ancora incompleta, come basilica minore da parte di papa Benedetto XVI.

Il cantiere del Temple Expiatori de la Sagrada Família, nome ufficiale dell’opera, non si ferma: la facciata sud, quella della Gloria, richiederà ancora circa un decennio di lavori. Ora che la torre centrale è completa si è però tracciato il profilo definitivo di quella che è forse la costruzione più iconica dell’intera regione catalana. 

L’incompletezza è sempre stata parte integrante dell’identità della Sagrada Família, opera magna dell’architetto che ha segnato la storia di Barcellona: il suo è un cantiere continuo, che dal 1882 cresce e si sviluppa insieme alla città.

Il progetto iniziale dell’edificio appartiene a Francisco de Paula del Villar y Lozano: è però nel 1883, quando gli subentra Antoni Gaudí, che inizia la costruzione del simbolo che conosciamo.

Il progetto si trasforma, e lo stile da neogotico diventa manifesto del modernismo catalano. Gaudí si lascia assorbire completamente da questa costruzione, vivendo in cantiere e dedicandogli la sua completa attenzione per più di quindici anni: progetta un edificio unico nel suo genere, che riprende le grandi cattedrali gotiche europee ma che sviluppa un nuovo linguaggio architettonico organico, ispirato alla natura circostante e alle forme della montagna di Montserrat e della grotta del Salnitre.

Le torri ricordano castelli di sabbia, e a pilastri e contrafforti si sostituiscono, nella struttura, superfici rigate come paraboloidi iperbolici, iperboloidi ed elicoidi. Architettura e natura, movimento e luce trasformano l’edificio in un organismo dinamico; l’architetto incorpora nella chiesa le sue soluzioni più riuscite, la basilica cambia e prende forma durante la costruzione. L’interno è concepito come una foresta di pietra: colonne ramificate sostengono le volte, e la luce filtrata dalle vetrate dà allo spazio un potere suggestivo straordinario.

Il progetto originale prevede diciotto torri e tre facciate narrative, due delle quali ora complete, e l’altezza raggiunta dalla Torre del Gesù rende la chiesa la più alta del mondo.

La morte improvvisa di Gaudì, travolto da un tram nel giugno del 1926, lascia la sua massima opera appena iniziata, con una facciata e una sola delle sue torri complete.

Da questo momento in poi, la storia del cantiere della Sagrada Família è ancora molto lunga e travagliata. Per i successivi dieci anni la direzione del progetto è in mano al collaboratore, Domènec Sugrañes; nel 1936, durante la guerra civile spagnola, gruppi anticlericali incendiano la cripta e distruggono disegni e laboratorio dell’architetto, insieme ad appunti, mappe e modelli in scala. Il progetto sopravvive grazie alla ricostruzione meticolosa dei frammenti rimasti e alle fotografie precedenti.

Dal 1944 proseguono i lavori sotto la guida di Francesc Quintana, Isidre Puig i Boada, Lluís Bonet i Garí e Francesc Cardoner. Nel corso del tardo Novecento e del Ventunesimo secolo, l’introduzione di strumenti digitali e tecnologie parametriche accelera il cantiere, consentendo di tradurre le complesse geometrie di Gaudí con maggiore precisione.

Il completamento della Torre del Gesù nel 2026 è un avvenimento simbolico importante: per la prima volta, dopo oltre un secolo, la Sagrada Família assume la forma verticale immaginata dal suo autore. Da sinonimo di incompiutezza, la basilica diventa un monumento dall’identità compiuta, pur restando un’opera in divenire.  

La Sagrada Família di Gaudí è finalmente completa