Nascosto dietro la forma e la funzione, alla base di ogni oggetto di design c’è il materiale. È da lì che tutto ha origine: non solo la struttura fisica, ma anche il significato e il valore dell’oggetto stesso.
In un’epoca in cui il design è associato alla produzione continua di novità, alcune realtà scelgono di partire da ciò che già esiste. È qui che entra in gioco BENTU, azienda indipendente cinese fondata nel 2011, che ha fatto del materiale il centro della propria ricerca progettuale.

Da rifiuti e scarti a progetti di design

Per BENTU il design non consiste semplicemente nel dare forma, ma nel ricreare. Ogni materiale, anche il più povero o scartato, contiene un potenziale enorme. Il progetto diventa quindi un processo di trasformazione: non si tratta di aggiungere valore, ma di rivelarlo.

Gran parte dei loro lavori nasce infatti da rifiuti e scarti industriali. Cemento, pietre, metalli e plastiche non sono più residui, ma diventano protagonisti di qualcosa di nuovo.
Ogni prodotto dell’azienda racconta una storia diversa, ma sempre legata a questo principio di trasformazione.

I progetti fondamentali di Bentu

PU、YOU è una sedia stampata in 3D realizzata a partire da detriti provenienti da demolizioni edilizie.
Gli strati depositati dalla stampa non sono solo un elemento costruttivo, ma diventano una metafora visiva del tempo: livelli sovrapposti che raccontano il passaggio da un passato concluso a una nuova forma. Anche la palette cromatica richiama il contesto urbano, con tonalità che vanno dal rosso mattone al grigio cemento fino al giallo ruggine, creando superfici uniformi ma vibranti.

PU YOU

Con ER il racconto cambia. I tavoli sono realizzati utilizzando sedimenti di fango presenti negli stagni di Mulberry, materiali che, a causa dell’industrializzazione, rilasciano tossine nell’acqua mettendo a rischio la fauna locale. Qui il progetto assume una dimensione più critica: non si limita al riuso, ma evidenzia il conflitto tra sviluppo industriale ed equilibrio naturale, trasformando un problema ambientale in oggetto di riflessione.

ER
ER

XUAN affronta invece il tema del riciclo della gomma, in particolare quella delle suole delle scarpe, un materiale difficile da smaltire. Gli sgabelli risultanti sono caratterizzati da collage di textures e colori, sempre diversi tra loro. L’estetica non è progettata a priori, ma nasce direttamente dal materiale e dal processo, rendendo ogni pezzo unico e allo stesso tempo resistente e duraturo.

XUAN

L’utilizzo della plastica di Bentu: la collezione #

Anche la plastica trova spazio nella ricerca di BENTU. Nella collezione # gli scarti industriali vengono ridotti in trucioli e utilizzati come elementi cromatici, quasi come pigmenti su una tela. Le sedute che ne derivano sono composizioni irripetibili, che riflettono non solo le possibilità di riciclo, ma anche la dipendenza contemporanea da questo materiale. Il progetto invita così a una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo e plastica, evidenziando quindi l’importanza del recupero e del riutilizzo.

Parlare di BENTU significa quindi parlare di trasformazione. Il materiale povero diventa ricco, il vecchio diventa nuovo, lo scarto diventa risorsa. In questa visione, il design diventa un atto di reinterpretazione del reale.Più che progettare oggetti, BENTU costruisce nuove possibilità, dimostrando che il valore non risiede nella materia in sé, ma in come la si osserva.

La materia secondo BENTU: il design del riuso