Copertine D’Artista è la rubrica di BMB Live Studio a cura di Emma Pipesso e Rachele Pari che porta alla luce le più note copertine di album italiani e internazionali con una firma d’autore. Il terzo episodio è con Tedua e David LaChapelle.
La composizione di un album sul tema della Divina Commedia era un’idea che Tedua aveva annunciato da tempo: la sua passione per Dante era nata studiando e, già a scuola, amava tantissimo scrivere in versi. Dopo “Mowgli” era dunque interessato a perseguire il filone letterario ispirandosi a Dante, poeta conosciuto da tutto il mondo, la cui opera è in grado di raggiungere un pubblico universale.
Una volta scelta la tematica e prodotti i brani, Tedua e il suo team cercavano qualcuno che potesse illustrare un progetto così ambizioso e delicato; contemporaneamente, dall’altra parte del mondo, David LaChapelle era in cerca di un soggetto che avesse lineamenti simili a quelli di Gesù, per una serie fotografica che fosse una rivisitazione della Via Crucis. Quasi per scherzo un giorno il manager (ed ex fotografo) di Tedua, Umberto Falsina, ha mandato una mail al team di David LaChapelle, chiedendo se volesse occuparsi della copertina del disco, non aspettandosi ovviamente una risposta.

Il fotografo ha raccontato di essersi inizialmente stizzito nel ricevere la proposta, non apprezzando i rapper internazionali intenzionati a distaccarsi dall’influenza dell’hip-hop statunitense, e di averci ripensato dopo essere stato svegliato nel sonno dal suo pensiero: cercandolo online, poi, si accorse che era perfetto per il suo progetto fotografico.
«L’ho trovato perfetto: non aveva tatuaggi in faccia e sembrava vagamente avere lineamenti medio orientali, poteva benissimo venire da Nazareth. L’ho chiamato su Zoom alle 8 della mattina e mi ha detto che voleva che io illustrassi la cover del suo album, che guarda caso si chiamava La Divina Commedia: l’ho preso come un segno divino».

Fu così che, un po’ di mesi dopo, Tedua tornò a Milano dopo aver trascorso dodici giorni tra Los Angeles e l’isola di Maui: con sé aveva una serie di fotografie che lo ritraevano sia nei panni di Dante, sia in quelli di Cristo.
La collaborazione tra il fotografo americano e il rapper genovese rappresenta una perfetta combinazione tra la musica e l’arte fotografica contemporanea: lo stile distintivo e pienamente surreale della fotografia di LaChapelle si accorda alla perfezione con la trilogia musicale, ispirata alla Divina Commedia, pensata da Tedua.


Sulla copertina dell’Inferno, dunque, troviamo un’immagine potente e simbolica, dai colori intensi, in cui è evidente la drammaticità della composizione. Transizione e purificazione, invece, sono i temi centrali del concept visivo del secondo album, il Purgatorio, la cui struttura visiva suggerisce ascesa e trasformazione. L’immagine di copertina del Paradiso, capitolo conclusivo del progetto, immerge in un paesaggio celestiale, dall’atmosfera leggera ed eterea, la cui luminosità ricorda che siamo ora arrivati all’ascesa finale e alla beatitudine.
Con La Divina Commedia Tedua voleva incrementare il suo repertorio, affacciarsi ad una nuova direzione che fosse più pop ma non mainstrem, una musica accessibile a tutti; voleva uscire il più possibile dalle dinamiche schematiche delle etichette e produrre qualcosa di libero, anticonformista, che lo liberasse dalla definizione di “rapper incompreso”. La collaborazione con David LaChapelle è stata l’opportunità perfetta per offrire un’opera nuova, ma allo stesso tempo pop e coinvolgente.


Il progetto segue comunque il filone del rapper genovese, e non mancano le collaborazioni con gli amici di sempre come Rkomi, Bresh, Izi e Sfera Ebbasta, e colleghi (tra cui numerosi pilastri) del mondo rap come Salmo, Lazza, Marracash e Guè, Kid Yugi e Baby Gang, Capo Plaza, Tony Boy, Disme e Vaz Tè. In questo connubio tra rap e pop, tra inferi e luce paradisiaca, si innestano le voci femminili di Federica Abbate, Annalisa e, soprattutto, di Angelina che in “Angelo Custode” incarna perfettamente la figura di Beatrice e con la sua voce angelica conclude il viaggio di Tedua e dell’ascoltatore in Paradiso.