Mucho Mas!, spazio indipendente di Torino creato da Silvia Mangosio e Luca Vianello, ha inaugurato qualche giorno fa la mostra “It’s coming, it’s here!”, uno spaccato delle direzioni possibili della giovane arte italiana. 

L’obiettivo della mostra è semplice e concreto: incentivare ancora di più quel lavoro di scouting e di sostegno di artisti emergenti che Mucho Mas! sta svolgendo da diversi anni, restituendo la complessità e la ricchezza di approcci, linguaggi e urgenze espressive presenti sul territorio nazionale. 

Mucho Mas – Its Coming Its. Here

Lo spazio espositivo, un ex officina trasformata in uno spazio indipendente, è un vero e proprio incubatore urbano, capace di registrare le tendenze e di accogliere forme artistiche diverse, dalla fotografia alla performance, dal video all’installazione. Nel caso di “It’s coming, it’s here!” è stata cruciale la collaborazione con Filippo Maggia, professore del Laboratorio Avanzato di Arti Visive presso lo IUAV di Venezia. Ed ecco che Emanuele Argentieri, Filippo Comandi, Emma Galanti, Eni Kuqi, Volga Sisa, Flavia Spasari, i protagonisti della collettiva, hanno avuto la possibilità di presentare un lavoro rappresentativo del proprio percorso artistico e di creare un dialogo con gli altri.

Queste opere, pur autonome, si richiamano tra loro, tracciando traiettorie che parlano di voce, corpo, amore, tecnologia, natura, memoria, perdita e metamorfosi. La commistione di questi temi crea di fatto un dialogo aperto con il presente e le sue complessità: una realtà in cui spesso per poter conoscere è necessario superare i confini e rivelare emozioni e sentimenti nuovi. 

Come nella descrizione dell’opera di Emanuele Argentieri, il senso del progetto emerge chiaro:
Il cambiamento è così pieno d’amore. E ti svegli per affrontare il tuo cambiamento. Tu chiedi, è qualcosa che non sono più? Sono io sbagliato? Scegli quello che vedi. Non chiedere.

Il bisogno di andare avanti, di ricercare sempre il nuovo come il mondo di oggi ci impone, porta con sé speso un senso di paura e incertezza che solo l’arte riesce a trasporre con una poeticità evocativa. L’esposizione è la metafora di un tempo nuovo tutto da scoprire, qualcosa che cambia forma e si rivela attraverso le voci dei più giovani. È una riflessione poetica sull’urgenza di reinventarsi, sul coraggio di cambiare pelle e forma, e sull’arte come strumento per abitare l’incertezza del tempo presente. Una mostra che non offre risposte, ma stimola domande e chiavi interpretative. 

La mostra è visitabile fino al 10 luglio in corso Brescia 89, Torino su appuntamento. 

It’s Coming, It’s Here è lo sguardo di Mucho Mas! sull’arte italiana