Nel mondo della musica, ci sono artisti che sembrano arrivare da un altro tempo e ci sono quelli che sembrano arrivare da un futuro che abbiamo ancora bisogno di esplorare. Ethan, con il suo nuovo EP Metamorfosi (vol.1), è proprio uno di questi. Un giovane cantautore, ancora poco conosciuto, ma con una forza espressiva che porta dentro il messaggio di cui il nostro tempo, e il nostro paese, hanno bisogno. Ethan non ha paura di mettersi in gioco, di cambiare e di mostrare un lato vulnerabile della sua persona che è tanto raro quanto necessario.

Quando gli chiedo cosa abbia spinto la sua metamorfosi, lui non ha dubbi: “Un anno e mezzo fa, mi sono chiesto: ‘Sei felice?’ La risposta è stata ‘No’. Da lì ho capito che dovevo cambiare tutto”. E questo cambiamento non è stato solo musicale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ethan ha deciso di staccarsi dalle logiche di mercato, di fare a meno di tutto ciò che lo intrappolava, per abbracciare la sua verità. Un atto liberatorio, come lui stesso lo definisce, che ha dato vita a questo primo capitolo del progetto Metamorfosi.

La musica di Ethan come atto di libertà

La libertà, sia personale che musicale, è un tema centrale in tutto l’EP. “Partire da zero significa rimettersi in discussione”, dice Ethan. Nel suo processo creativo, ha voluto sperimentare senza confini, non rinunciando però alla sua identità. “Essere libero non significa perdere chi sei, ma esplorare nuovi orizzonti senza farti imprigionare dalle etichette”. In un’epoca dove la musica è spesso categoricamente divisa in generi precisi, Ethan ha scelto di fare il contrario: mescolare suoni, culture e influenze per creare qualcosa di unico.

Il suo approccio alla musica è stato influenzato anche dai suoi viaggi all’estero. “Superare il timore di essere respingente mi ha dato la forza di chiudere il disco nel modo che piaceva a me. Ho visto come si fa musica fuori dall’Italia, tra emergenti come me, e c’è un altro modo di supportarsi e condividersi”. Quella stessa apertura che ha trovato altrove ha alimentato il suo desiderio di creare senza paura di essere giudicato.

Le radici e la lingua di Ethan e della sua metamorfosi

Ethan, che è metà italiano e metà brasiliano, porta con sé un bagaglio culturale che non può non riflettersi nella sua musica. Il portoghese è la sua lingua madre, ma anche quella che gli permette di esprimersi con maggiore leggerezza. “Mi viene spontaneo scrivere in portoghese”, dice. “È una lingua che mi fa sentire più libero e divertente”. Non è stato sempre facile, però, “Mi facevo mille paranoie su come le persone avrebbero reagito”, racconta, ma poi ha imparato a non preoccuparsi: “Quando la musica è bella, arriva a prescindere dalle barriere linguistiche”.

Proprio come quando è uscito MOTOMAMI di Rosalía, un progetto che sembrava incomprensibile per molti ma che è arrivato potente e limpido a chi sapeva ascoltarlo. Ethan è consapevole che la musica, per essere vera, deve andare oltre le parole.

Libertà e identità sessuale

Un altro tema profondo nel lavoro di Ethan è la sua relazione con la libertà sessuale. Nella canzone Tbilisi, affronta il tema della sofferenza di un giovane che non riesce a sentirsi libero nel proprio paese e, soprattutto, con se stesso. Questo tocca un aspetto che per Ethan è centrale: la sua identità sessuale. “Mi sento allineato e felice riguardo la mia sessualità”, dice con sicurezza. La musica per lui è stata salvifica, tanto quanto l’arte di altri artisti queer che, come lui, hanno trovato il coraggio di esprimersi. “La musica mi ha salvato più di una volta”, ammette. “Esistono diversi modi di esprimere la propria queerness e ognuno è libero di farlo come meglio crede”.

Questa libertà di espressione, in un periodo di grandi cambiamenti, è per Ethan uno dei modi più potenti per abbattere barriere e dare voce a chi non ha ancora la possibilità di farlo apertamente.

Il futuro e l’incertezza: un tema universale

Oggi, più che mai, molti della nostra generazione si sentono immersi in un senso di incertezza riguardo al futuro. Ethan non è da meno: “Ammetto di essere uno di quelli che si sente così”, confessa. Ma piuttosto che farsi sopraffare dall’ansia del futuro, Ethan ha scelto un altro approccio: “La mia terapeuta mi dice sempre che il futuro non esiste e non puoi controllarlo, l’unica cosa che possiamo fare è costruire coerentemente il nostro oggi”. Quella stessa consapevolezza che cerca di integrare nella sua vita quotidiana è quella che alimenta anche la sua musica: il presente come spazio di liberazione e di creazione.

Cosa Aspettarsi dal Vol. 2?

Il futuro per Ethan sembra avere ancora tante sorprese in serbo. Se il nuovo EP di Ethan Metamorfosi (vol.1) è stato il primo capitolo di una nuova stagione musicale, il secondo volume promette di essere altrettanto personale e profondo. “Il vol. 2 sarà l’estensione di questa prima parte”, dice. “Parla tanto di me, sia in termini di sonorità che di contenuto. Quello che racconto è autobiografico”. Un’evoluzione naturale per un artista che ha scelto di non nascondere nulla di sé, ma di mettersi a nudo per offrire al pubblico la propria verità. Con Metamorfosi (vol.1), Ethan non sta solo raccontando la sua evoluzione musicale, ma sta anche invitando ognuno di noi a riflettere sulla propria trasformazione personale. La sua musica, il suo percorso, le sue parole sono il riflesso di una generazione che sta cercando il proprio posto nel mondo, in un tempo che non smette di cambiare. E, nonostante la sua giovane carriera, è chiaro che Ethan è pronto ad essere una delle voci più importanti del futuro.

Ethan ha appena annunciato le date del tour:

13/03 Milano, @Biko, “Milano Nuova”, biglietti già disponibili su Dice
21/03 Torino, @Capodoglio Murazzi, more info tba
19/04 Firenze, @Circolo Vie Nuove, more info tba
25/04 Perugia, @Spazio Modu, more info tba

Dove andrete a sentirlo?

Ethan e la sua metamorfosi: esprimersi senza compromessi