D’estate la Penisola si è come ogni anno trasformata, se da una parte stabilimenti, gelaterie, aeroporti e stazioni sono stati presi d’assalto, dall’altra sempre più festival estivi hanno preso il sopravvento. 

In questi mesi di caldo atroce ho cercato di sfuggire al sudore rincorrendo la musica e gli artisti del cuore, perché ai concerti è sempre una bella giornata. Questa mia ricerca mi ha portata anche a Roseto degli Abruzzi, dove, dal 19 al 22 agosto, ho avuto il piacere di trascorrere quattro giorni al Transumare Fest. 

Volto alla sua terza edizione, La Metamorfosi, il festival è nato su iniziativa dell’Associazione di Promozione Sociale Rosangeles; il nome richiama il movimento, dal latino trans e humus, transitare sul suolo, con un chiaro riferimento alla tradizione della transumanza abruzzese. 

Il territorio e le attività collaterali del Transumare

Il territorio è centrale nella logica del Transumare che propone un’esperienza di intreccio tra musica, comunità, spazi e persone. Sono stata attratta, infatti, anche da una serie di attività collaterali al festival volte alla scoperta e alla valorizzazione dei luoghi e delle tradizioni locali, come il trekking a Rocca Calascio, la cooking class del Brodetto Abruzzese con lo chef Davide Pigliacampo e la preparazione della passata di pomodoro presso il Frantoio Montecchia, ma anche Yoga e Mindfulness in spiaggia, corsi di ceramica, workshop di pittura e di danza e laboratori per bambini. Tutto ciò ha permesso un maggior coinvolgimento di pubblico anche da comuni limitrofi a Roseto degli Abruzzi, registrando una partecipazione complessiva alle attività di 400 persone.

La venue era situata di fronte al lungomare, in un parco abbellito da totem scenografici, bancarelle e stand, oltre che dai colori del tramonto. La cura nei dettagli si respirava ovunque, perfino nella zona dei bagni dov’è stato allestito un presidio sanitario con igienizzanti, assorbenti e preservativi, accortezze per niente scontate in un ambiente conviviale.

La centralità della musica

Ma la centralità del festival è stata chiaramente la musica che quest’anno ha abbracciato il cantautorato, il rock, l’hip hop e l’elettronica in una line up omogenea ed elettrizzante. Dal concerto in acustico con gli archi al tramonto di Giorgio Poi all’incredibile dj set di MACE, dall’urban cantautorale di Dutch Nazari all’r’n’b di Arya, il rock energico dei SI! BOOM! VOILÀ! e la poesia italo brasiliana dei Selton.

Non mancavano nemmeno la stagione calda di Sano, l’indie rock delle irossa, il cocktail di gamberi di Giovanni Ti Amo (che con sé aveva una band incredibile, alla chitarra anche Mimmo Finizio dei Tropea e alla batteria John Squillante, reduce dal live dei Geese a Milano dove grazie ad un cartellone è riuscito a suonare con la sua band del cuore) e l’indiepop scanzonato di Tutti Fenomeni. La particolarità della programmazione è da attribuire anche a tutta una parte internazionale, che dimostra come sia possibile attirare artisti dall’estero anche nella provincia: mi sono rimasti nel cuore il dj set del giapponese Soichi Terada e l’urban elettronico degli svedesi Deki Alem, ma tutta la proposta era veramente versatile e di qualità.

Le parole degli organizzatori

“Questa edizione ci lascia la sensazione di un festival che sta crescendo nella direzione che avevamo immaginato”, dichiarano gli organizzatori di Transumare Fest. “Le 14.500 presenze ci rendono felici, ma ancora di più vedere Transumare uscire sempre di più dai suoi confini: attraversare il territorio, coinvolgere nuovi luoghi, accogliere persone che arrivano da tutta Italia e sempre più anche dall’estero. Progetti che fino a qualche anno fa erano intuizioni oggi sono diventati parti importanti del festival, altri continuano a cambiare e a trovare la propria forma. È forse la cosa a cui teniamo di più: crescere senza perdere la curiosità di sperimentare e continuare a immaginare ogni anno un Transumare diverso”.

Non si poteva concludere il mese di agosto senza il suo anthem: l’ultima sera il live di Faccianuvola è stato speciale, per la sua semplicità, per la capacità di destreggiarsi sul palco da solo creando un set unico: il litorale si è riempito dei colori d’agosto, come un tramonto che ha concluso il festival e che ha lasciato il dolce amaro della fine dell’estate.

Il Transumare Fest è la musica dell’Adriatico