Sono passati due anni da quando abbiamo cominciato a intravedere cosa si cela dietro Il Segreto, due anni da quando Venerus ci ha invitati a entrare nella sua casa‑studio milanese per mostrarci quel che conta davvero: l’amore, la condivisione, la magia delle piccole cose. Pubblicato il 9 giugno 2023, Il Segreto è il suo secondo album in studio dopo il debutto visionario Magica Musica del 2021. Immerso tra le mura domestiche, insieme ai quattro musicisti – Danny Bronzini (chitarra), Andrea Colicchia (basso), Elia Pastori (batteria) e Danilo Mazzone (tastiere) – il disco è stato registrato in presa diretta lasciando spazio a passi, rumori di treni e risate dei passanti.


L’album è composto da dieci tracce in cui, per circa mezz’ora di musica, ci si ritrova il cuore sciolto, spezzato e poi ricomposto. Da questo momento in poi, Venerus ha ritrovato la sua musa e inaugurato una nuova direzione stilistica, lasciandosi alle spalle le atmosfere più tormentate e i featuring del passato: una scrittura finalmente spontanea, libera, che ha continuato a proseguire negli anni, come si può ascoltare nel recente singolo Ti penso (2025). Questo bisogno di condivisione si riflette anche nei live: dopo i club tour, ha portato la band in piazza – come al festival La Prima Estate – confermando che il palco per lui è molto più di un’esibizione, è un momento reale, tangibile, in cui pubblico e musicisti si trovano sullo stesso piano, come attorno a un unico cerchio sonoro.
Nonostante Il Segreto sia “solo” il suo secondo album ufficiale, ha rappresentato un punto di arrivo maturo e lucido, quasi un’opera di conferma e consolidamento per un artista che in realtà non ha mai davvero vissuto nell’ombra. La carriera di Venerus – iniziata concretamente nel 2018 con l’EP A che punto è la notte – è cresciuta in modo costante ma esplosivo, alimentata da una visione originale e da un seguito affezionato e in continuo aumento, capace di riconoscere in lui una voce profondamente diversa nel panorama musicale italiano.

Le dieci tracce che compongono Il Segreto scorrono come un unico respiro, ognuna con un’identità distinta ma legate tra loro da un filo emotivo costante. A fare da overture è il brano Istruzioni, un’introduzione lieve e delicata, quasi una carezza che sembra volerci spiegare come entrare in questo mondo sonoro, non con razionalità ma lasciandosi guidare dal sentimento. Brani come Faresti lo stesso e Sai che c’è? ci portano per le strade di una Milano vissuta e sognata, tra suoni reali e pensieri sospesi, mentre Sola e Il tuo cane scavano in territori più malinconici e surreali, con uno sguardo tenero verso la solitudine e il bisogno di protezione.
Non imparo mai spezza la tensione con ironia e leggerezza, raccontando l’immaturità con sincerità disarmante. In Binari e Pensieri in musica il tempo rallenta, sono due riflessioni che parlano di distanza, incomunicabilità e desiderio di autenticità. Resta qui riscalda l’atmosfera con un invito sensuale e diretto a vivere il presente, e infine Fantasia, registrata in cerchio con la band, chiude l’album restituendo il senso più puro del progetto: creare insieme, in modo libero, semplice, umano.

A due anni dalla sua uscita, Il Segreto resta un album da abitare, non da consumare: un’esperienza umana e fragile che vive negli spazi reali, nelle case, nelle piazze e in chi ha voglia di ascoltare. Forse il vero ‘segreto’ è quello che ciascuno vi nasconde dentro, ascoltandolo.