Non so se sia stata la Fomo o la promessa di una colazione fuori dal comune, ma stamattina la sveglia delle 6:00 non ha avuto pietà. Milano, al meglio delle sue tradizionali vesti, é nuvolosa e reduce da un temporale, ma Piazza Duomo alle 7:00 del mattino ha una luce diversa, specialmente se ad aspettarti ci sono Maurizio Cattelan e Nicolas Ballario.
Inizia così, tra l’odore di una promessa brioche la Design Week 2026.

L’appuntamento, organizzato da Living Corriere della Sera insieme al Museo del Novecento e al Comune di Milano per la Design Week 2026, ha trasformato il cuore della città in un salotto eccentrico. Non è la solita inaugurazione istituzionale, ma il risveglio chiassoso (sì, c’era anche una banda) della città che sta per affrontare la frenesia del Salone del Mobile.

E mentre si sorseggia il caffè e si cerca frenetici uno spiraglio di Cattelan, si ammirano e si scambiano, per i più scaltri, oggetti di design di ogni sorta.

È il tocco di Cattelan: tra cimeli di famiglia che sanno di nostalgia e quei “pezzi dubbi” che ti strappano un sorriso (o ti lasciano un punto di domanda stampato in faccia), capisci che il design a Milano non è solo esposizione, ma una performance continua fatta di gente viva. Potevamo farne a meno? Ovviamente. Ma non ci saremmo mai persi questo momento di spensieratezza e no sense collettivo.

Buona Design Week! E se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspettano tante sorprese.

Il risveglio (molto) presto della Design Week 2026