Gaia Banfi, cantautrice, produttrice e sperimentatrice sonora, ha pubblicato il suo nuovo album La Maccaia, il secondo a Lotus (2020) album di debutto e segno della sua originalità  artistica. Innovazione vocale, radici tradizionali e sonorità elettroniche si intrecciano per trasformare la sua voce in un elemento musicale alla pari degli altri strumenti. In La Maccaia, queste caratteristiche, da sempre parte del suo stile, si spingono verso una nuova evoluzione. 

La fruizione dell’album trascina l’ascoltatore in un viaggio nel quale stanze sonore si svuotano e si riempiono, creando un’architettura musicale fatta di livelli in continua sovrapposizione e dissolvenza. Questa scelta stilistica traina una particolare amplificazione della multisensorialità d’ascolto musicale, che alterando la percezione spaziale dell’ascoltatore e dotando il suono di una dimensione fisica, quasi tattile, rielabora il fenomeno dell’ASMR.

L’ASMR, infatti, non è solo un fenomeno legato al mondo del rilassamento e della comunicazione sensoriale, ma sta diventando sempre più una risorsa musicale vera e propria, in cui la registrazione, l’ambiente e la micro-dinamica del suono assumono un ruolo centrale.  L’ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response) viene generato attraverso una combinazione di tecniche sonore specifiche, basandosi su principi di dinamica, spazialità e texture acustica, capaci di stimolare determinate aree del cervello e produrre un effetto immersivo. 

Copertina dell’album “La Maccaia”

Il funzionamento dell’ASMR

La creazione di un suono ASMR può essere sintetizzata in tre fasi

1. Prima di tutto, è fondamentale individuare sia il suono che la modalità in grado di suscitare una sensazione di piacevolezza nell’ascoltatore. Per ottenere questo effetto, si può scegliere tra diverse opzioni, come i sussurri, il tapping, lo scratching o il crinkling, oppure optare per suoni ambientali come la pioggia, il vento, le onde del mare o rumori urbani. In sintesi, è necessaria una buona dose di creatività.

2. Successivamente, il suono viene registrato con microfoni specializzati, come quelli binaurali, in grado di catturare l’audio in modo tridimensionale e offrire un’esperienza più naturale e immersiva.

3. Infine, nella fase di post-produzione, il suono viene manipolato attraverso tecniche come l’equalizzazione, che permette di enfatizzare le frequenze basse, rendendo il risultato finale più avvolgente e coinvolgente. 

L’ASMR nel contesto musicale

Nel contesto musicale, l’ASMR può essere inteso come una tecnica estetica che mira a creare un’esperienza ancora più intima per l’ascoltatore. L’uso della voce sussurrata, ad esempio, può intensificare il coinvolgimento emotivo, mentre la manipolazione sottile delle frequenze e dei dettagli sonori permette di evocare sensazioni profonde.

Ma non si tratta solo della voce: anche gli strumenti musicali possono essere sfruttati per ottenere un effetto simile. Una chitarra acustica, registrata con microfoni ad alta sensibilità, può far emergere dettagli sonori minuziosi come il fruscio delle dita sulle corde o il lieve tocco del plettro. Lo stesso vale per un beat elettronico, dove il riverbero, le frequenze basse e la stratificazione dei suoni possono essere modellati per creare un ambiente sonoro che richiama la stessa sensazione avvolgente dell’ASMR.

L’ASMR nell’album di Gaia Banfi

L’album La Maccaia di Gaia Banfi può essere considerato un’esplorazione sensoriale che, pur non limitandosi esclusivamente all’ASMR, sfrutta in modo innovativo molte delle caratteristiche tipiche di questa pratica per arricchire l’esperienza d’ascolto come la spazializzazione e la dinamica del suono. Glitch vocali, suoni ambientali ed effetti di fruscii e scratching sono disposti con precisione per evocare – in commistione con melodia e voce – sensazioni fisiche di rilassamento nell’ascoltatore.

L’album si apre con il brano Macaia. Qui, una voce in VoiceOver, suoni di gabbiani in lontananza, alterazioni vocali ed un fruscio – quasi scorrere della pellicola di un vecchio film – creano un’atmosfera avvolgente, densa e viva. Altrettanto stratificato è il paesaggio sonoro in Piazza Centrale, dove le voci lontane di bambini ed un crescendo di campanellini si fondono con la melodia, trascinandoci nel centro della piazza cantata – e nel suo ricordo.

Scelta simile è stata portata avanti in Seia, traccia introdotta da un leggero fruscio sonoro che ricorda un effetto di scratching che si ripresenta più volte durante il brano, assieme a solenni campane e voci di bambini in lontananza. Anche nel brano Amar la spazializzazione sonora gioca un ruolo centrale. Suoni tipici di un ambiente urbano si fanno strada – in un primo momento – solo dal canale destro, per poi lasciare spazio alla voce di Gaia, e ad una melodia. Anche questo brano, come i due precedentemente citati, chiude con un suono bianco. Infine, Congelati propone un paesaggio sonoro ugualmente interessante: uno scricchiolare legnoso (forse di sedia), il suono del mare e uno stridio di uccelli illustrano le immagini suggerite dal testo – amplificandone la portata.

In questo contesto, Gaia Banfi non si limita a utilizzare l’ASMR come una semplice tecnica estetica, ma lo fonde con la sua visione artistica, trasformando ogni elemento sonoro in un pezzo di un puzzle emozionale che tocca la sfera sensoriale, creando una connessione profonda e intima con l’ascoltatore. La Maccaia diventa così un’opera che trascende il suono musicale per abbracciare un’esperienza immersiva che è allo stesso tempo fisica ed emotiva, proprio come un classico fenomeno ASMR.

Il nuovo album La Maccaia di Gaia Banfi è ASMR